Il piccolo Tamin vivo per miracolo, ora i genitori chiedono giustizia: "Chi doveva sorvegliare quel profugo?"

La famiglia del bambino chiede 100mila euro di risarcimento alle istituzioni

A cura di Glauco Valentini Redazione
02 febbraio 2026 15:43
Il piccolo Tamin vivo per miracolo, ora i genitori chiedono giustizia: "Chi doveva sorvegliare quel profugo?" - Il bus dove Somane Duula accoltellò cinque persone
Il bus dove Somane Duula accoltellò cinque persone
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Chiedono giustizia e un risarcimento per il figlio i genitori di Tamin, il bambino rimasto gravemente ferito durante la violenta aggressione avvenuta l’11 settembre 2021 a Miramare. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, la famiglia ha presentato richiesta di risarcimento danni alla Prefettura e alla Croce Rossa, ritenute responsabili per una presunta mancata vigilanza su Somane Duula, il profugo somalo autore dell’accoltellamento.

In poche ore Duula ferì cinque persone: quattro donne e il piccolo Tamin, colpito da un fendente che gli recise la carotide. Il bambino fu operato d’urgenza e rischiò di morire. Oggi sta meglio, ma dovrà sottoporsi a cure e terapie per anni e ha riportato danni permanenti.

L’aggressore, arrivato in Italia dalla Svizzera pochi mesi prima dei fatti, fu giudicato incapace di intendere e volere. Nel dicembre 2022 il tribunale lo dichiarò non imputabile, disponendo il ricovero in una struttura psichiatrica giudiziaria. Una decisione che ha di fatto escluso la possibilità di risarcimento diretto.

Ora la famiglia, assistita dall’avvocato Maurizio Ghinelli, punta su una causa civile. Secondo il legale, Croce Rossa e Prefettura erano a conoscenza della pericolosità di Duula e dei suoi comportamenti aggressivi, ma non avrebbero adottato misure adeguate. Il danno complessivo è stato quantificato in circa 100mila euro.

Dalle prime risposte ricevute, spiegano i legali, emerge un rimpallo di responsabilità. Per questo la famiglia è pronta ad andare avanti in sede civile.

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