Imprese riminesi, quasi 3.900 a rischio insolvenza: il territorio resta sopra il 10%

Secondo l’osservatorio Business Scan 2026, Rimini registra 3.897 aziende esposte a un possibile rischio di insolvenza nei prossimi 12 mesi, pari al 10,4% del totale

29 luglio 2026 10:20
Imprese riminesi, quasi 3.900 a rischio insolvenza: il territorio resta sopra il 10% -
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Sono 3.897 le imprese della provincia di Rimini considerate a rischio insolvenza nei prossimi 12 mesi, pari al 10,4% del totale. È il dato che emerge dall’osservatorio Business Scan 2026 di Sevendata, che analizza la solidità del tessuto imprenditoriale italiano.

Rimini si colloca al quarto posto in Emilia-Romagna per incidenza del rischio, dopo Reggio Emilia, Parma e Modena, ma resta al di sotto della media nazionale, che si attesta al 12,1%. Complessivamente in regione sono oltre 43 mila le aziende esposte a possibili difficoltà finanziarie.

Sul fronte della presenza imprenditoriale, la provincia conta 37.468 imprese attive, pari al 9,1% del totale regionale. Il dato più positivo riguarda la variazione annuale: Rimini è infatti l’unica provincia emiliano-romagnola con un andamento in crescita, registrando un +0,3%, mentre il resto del territorio regionale evidenzia una contrazione.

A livello settoriale, in Emilia-Romagna il maggior numero di imprese opera nel commercio, nelle costruzioni e nell’agricoltura. Proprio le costruzioni risultano tra i comparti più esposti al rischio insolvenza, con un’incidenza del 14,3%. La fotografia complessiva evidenzia comunque una sostanziale tenuta del sistema economico regionale, con l’Emilia-Romagna tra le sette regioni italiane meno esposte alle difficoltà finanziarie delle imprese.

“Le imprese dell’Emilia-Romagna nel 2026 si collocano in base al livello di rischio insolvenza sui 12 mesi al settimo posto della classifica nazionale, con un’incidenza inferiore alla media italiana, confermando la tenuta complessiva del tessuto produttivo – commenta Fabrizio Vigo, Ceo e co-founder di Sevendata –. L’analisi provinciale evidenzia differenze da monitorare, con un’incidenza di rischio più elevata a Reggio Emilia e un profilo più solido nelle province di Ferrara e Forlì-Cesena. La regione continua a distinguersi per la qualità e la diversificazione della propria base produttiva, caratterizzata da una forte presenza in tre comparti: il commercio, con un cuore di oltre 85 mila imprese, le costruzioni, con oltre 67mila imprese e l’agricoltura, che supera le 48mila imprese. Allo stesso tempo, alcuni indicatori suggeriscono attenzione: l’incremento della quota di imprese a rischio e il saldo demografico negativo indicano un contesto in cui la resilienza dipende sempre più dalla capacità delle imprese di preservare equilibrio finanziario, continuità operativa e competitività in uno scenario economico caratterizzato da elementi di incertezza”.

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