In nove stipati su una Fiat Croma: tre indagati per traffico di esseri umani
Millecinquecento euro per il viaggio della speranza: tra gli indagati una 28enne riminese
Presunto traffico di esseri umani dalla Slovenia all’Italia attraverso il confine di Trieste, con un’organizzazione che, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto base a Rimini. Tre persone risultano indagate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e domani il caso tornerà davanti al gup del tribunale riminese, chiamato a pronunciarsi sulle eccezioni di incompetenza territoriale sollevate dalle difese. In precedenza il tribunale di Trieste aveva già trasmesso gli atti a Rimini, ritenuta competente in quanto luogo di avvio dell’operazione.
I fatti risalgono a febbraio 2024 e riguardano il trasporto illecito di nove migranti di origine pakistana e bengalese. Secondo l’accusa, i migranti sarebbero stati caricati a Logatec, in Slovenia, su una Fiat Croma station wagon guidata da un 22enne di origine albanese, che avrebbe agito seguendo le indicazioni telefoniche di un 38enne macedone residente in Umbria. Il mezzo è stato fermato subito dopo l’ingresso in Italia, in zona Fernetti, con due persone nascoste nel bagagliaio, facendo scattare le aggravanti per il pericolo all’incolumità dei trasportati.
L’auto sarebbe stata messa a disposizione da una donna riminese di 28 anni, che tramite il suo legale, l’avvocato Matteo Paruscio, si dichiara totalmente estranea ai fatti e ignara dell’uso illecito del veicolo, prestato all’allora compagno. Il conducente avrebbe pattuito un compenso di 1.500 euro per il viaggio.
Ora la prima decisione riguarda chi dovrà giudicare il procedimento: se anche Rimini dovesse dichiararsi incompetente, la questione potrebbe essere rimessa alla Corte di Cassazione.
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