Intelligenza artificiale e identità umana: a Rimini il ciclo di incontri “L’umano che resta”

Un percorso promosso da Roveto Ardente e ISSR Marvelli per riflettere su come le tecnologie digitali stanno trasformando relazioni, corpo e comunità

A cura di Grazia Antonioli Redazione
04 giugno 2026 10:05
Intelligenza artificiale e identità umana: a Rimini il ciclo di incontri “L’umano che resta” - Adriano Favole
Adriano Favole
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Che tipo di essere umano si sta formando nell'epoca delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale? Quali trasformazioni stanno attraversando le nostre relazioni, il nostro modo di conoscere, di vivere il corpo e di costruire comunità?

Prende il via giovedì 4 giugno il ciclo di incontri "L'umano che resta. Come le tecnologie possono cambiare ciò che siamo", promosso da Roveto Ardente APS in collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienze Religiose "A. Marvelli" e con il patrocinio del Comune di Rimini e Enia (Ente nazionale per l’intelligenza artificiale).

Un percorso di riflessione che mette al centro una delle questioni più urgenti del nostro tempo: comprendere come l'innovazione tecnologica stia modificando la nostra esperienza umana e quali aspetti della nostra umanità siano chiamati a resistere, trasformarsi o essere riscoperti.

Il primo appuntamento, in programma giovedì 4 giugno alle 21 presso il Teatro del Seminario di Rimini (via Covignano 265, con possibilità di parcheggio), avrà come protagonista l'antropologo Adriano Favole, professore ordinario di Antropologia culturale all'Università di Torino e fondatore e direttore del Laboratorio “Arcipelago Europa”, con l'incontro dal titolo "La ferita. Relazioni senza corpo". Modera la giornalista Simona Mulazzani.

A partire da una domanda tanto semplice quanto decisiva – che tipo di essere umano si forma quando il legame con gli altri passa sempre meno attraverso il corpo e la presenza fisica? – Favole accompagnerà il pubblico in una riflessione sul valore della corporeità nelle relazioni e sulle trasformazioni che il digitale sta introducendo nelle nostre vite.

L'iniziativa si rivolge a tutti coloro che desiderano interrogarsi sul presente senza pregiudizi né facili entusiasmi, in uno spazio di confronto aperto tra filosofia, antropologia, tecnologia ed esperienza quotidiana.

L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Il programma completo dei tre incontri è disponibile qui

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