Iran, Lega Romagna attacca la sinistra: “Assente davanti alla rivolta democratica”
Raffaelli e Giani criticano la mancata adesione alle manifestazioni della comunità iraniana di Rimini dell’11 e 16 gennaio
La Lega Romagna critica l’assenza della sinistra e di alcune sigle sindacali e politiche alle manifestazioni della comunità iraniana di Rimini dell’11 e 16 gennaio. Secondo il partito, la rivolta iraniana rappresenta un autentico movimento democratico contro una dittatura teocratica sanguinaria e avrebbe meritato un sostegno trasversale.
La nota stampa di Lega Romagna
“L’assenza della sinistra e di altre sigle dalle due manifestazioni della comunità iraniana riminese di domenica 11 e di venerdì 16 gennaio, liberamente appoggiate da associazioni e da partiti politici schierati su diversi fronti, la dice lunga sull’ambiguità e sulla confusione che regnano in quell’area. Quello degli iraniani è un vero moto democratico, è resistenza alla tirannia teocratica e a un regime sanguinario che ha negato ogni libertà. Di conseguenza ci saremmo aspettati la piena adesione anche di partiti e di sindacati che ogni giorno tuonano contro l’autoritarismo. Ma così non è stato e non sarà. Al contrario, è stata indetta una manifestazione, appoggiata dalla Cgil, promossa da due sigle che sostengono l’una un’improbabile ‘pace nel mondo’, l’altra il ‘non riarmo europeo’, prendendo evidentemente solo a pretesto la rivolta in Iran. Nella locandina sono contenuti principi molto simili a quelli manifestati dalla comunità iraniana nella piazza riminese, ma allora quali sono i motivi dell’assenza della sinistra massimalista dalle manifestazioni dell’11 e del 16 gennaio? La verità è che a quest’area della sinistra interessa di più urlare contro un possibile intervento ‘imperialista e coloniale’ degli USA piuttosto che sostenere ogni opzione per liberare giovani, donne, lavoratori iraniani dalla dittatura. L’abbiamo visto anche per il Venezuela dove è esplosa la figuraccia mondiale di Cgil, associazioni e partiti della sinistra schierati contro gli USA e di conseguenza ancora a sostegno della feroce dittatura di Maduro”.
Così in una nota Elena Raffaelli e Gilberto Giani, rispettivamente segretario provinciale e comunale della Lega di Rimini.
“La sinistra italiana non riesce a staccarsi dall’eredità politica del comunismo sovietico che ritorna negli slogan contro gli Usa e nel cancellare il ricordo di chi ha effettivamente liberato l’Italia dall’occupazione nazista con un tributo altissimo di morti. E Rimini questo lo sa bene. Al nostro Paese gli Usa hanno garantito la liberazione dalla dittatura e l’instaurarsi di una democrazia, ci chiediamo per quale motivo oscuro si dovrebbe impedire al popolo iraniano di ricevere il medesimo sostegno. Da ultimo, non possiamo non stupirci dell’elusività del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, originario di quel tormentato Paese. Mentre nel giugno scorso non ha esitato a condannare l’attacco israeliano ai siti nucleari degli Ayatollah, oggi, di fronte al bagno di sangue ordinato da Khamenei, ha evitato di sostenere le manifestazioni indette dalla comunità iraniana riminese. Il che la dice lunga sul settarismo ideologico del Pd e sul suo storico sostegno a ogni regime autoritario contro l’Occidente e le sue istanze”.
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