Iran, proteste senza tregua: almeno 192 morti e migliaia di arresti
Ong denunciano l’uso di munizioni vere contro i manifestanti. Internet bloccato da oltre 60 ore, mentre cresce la tensione internazionale tra Teheran, Stati Uniti e Israele
Proseguono le proteste in Iran con un bilancio sempre più grave. Secondo l’ong Hrana, almeno 192 persone sono state uccise negli scontri, la maggior parte colpita da munizioni vere o pallini sparati a distanza ravvicinata. Tra le vittime figurano anche 37 membri delle forze di sicurezza e un magistrato. Gli arresti sarebbero almeno 2.638.
Le autorità iraniane parlano di un aumento dello “scontro con i rivoltosi”. Il capo della polizia nazionale, Sardar Radan, ha annunciato “arresti importanti”, mentre la magistratura ha minacciato pene severissime, inclusa la condanna a morte per i manifestanti.
Testimonianze raccolte dai media internazionali descrivono scene di estrema violenza a Teheran: folle in strada, ospedali nel caos e manifestanti colpiti da proiettili, gas lacrimogeni e dispositivi elettrici. Intanto, la rete internet resta oscurata da oltre 60 ore, una misura che secondo Netblocks mette a rischio la sicurezza della popolazione.
Sul piano internazionale, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di essere “pronto ad aiutare” il movimento di protesta, mentre Teheran avverte che un eventuale intervento americano provocherebbe una risposta militare contro Israele e le basi Usa nella regione. In Parlamento, i deputati iraniani hanno scandito slogan contro Washington, alimentando ulteriormente un clima di forte tensione.
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