La missione di Sara: a Verucchio la ricercatrice che studia i cosmetici degli Etruschi

La giovane ricercatrice di Parma studia i reperti del Museo Civico

A cura di Redazione Redazione
20 aprile 2026 16:50
La missione di Sara: a Verucchio la ricercatrice che studia i cosmetici degli Etruschi -
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Una giovane ricercatrice è giunta a Verucchio alla ricerca dei profumi degli Etruschi. Accompagnata dal direttore di Uni.Rimini Lorenzo Succi e dall'assessora alla Cultura del Comune di Verucchio  Maria Antonietta Pazzini, si è recata nel Museo Archeologico dove spera di rintracciare elementi utili ai suoi studi.

Ecco il suo racconto: “Mi chiamo Sara Piazza, ho 26 anni e sono di Parma ma vivo a Ravenna, dove studio. Mi sono laureata nel 2024 a Milano (Università Statale) in Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti dell’informazione, laurea triennale di stampo scientifico con focus sui beni culturali. Ho deciso di proseguire gli studi in questo ambito con particolare attenzione alla chimica, motivo per cui ho scelto il corso magistrale in cui mi sto laureando: Science for Conservation and Restoration of Cultural Heritage, abbreviato S.Co.Re. Tale corso si svolge a Ravenna, ma è sotto l’università di Bologna. Il mio lavoro di tesi, invece, si svolge a Rimini".

"Per la tesi (dal titolo “Techniques based on gas chromatography and mass spectrometry for the analysis of ancient cosmetic products”), sto facendo una ricerca incentrata sullo studio dei cosmetici antichi (balsami, unguenti, profumi). In pratica, utilizzo una tecnica analitica usata nel campo dei beni culturali, per studiare il contenuto di balsamari greci ed etruschi (per balsamari intendo piccoli vasi adibiti a prodotti per la cura del corpo, attestati da fonti antiche letterarie e iconografiche e con nomi quali ariballos, lekhytos, ...). La tecnica in questione si chiama Py-GC-MS (in italiano, sta per “pirolisi accoppiata a gas cromatografia-spettrometria di massa”). Essa è in grado di dare informazioni sulla presenza di molecole organiche in campioni di dimensioni minime, requisito fondamentale quando si ha a che fare con del materiale raro e catalogabile come bene culturale. I balsamari di cui sto analizzando il contenuto provengono dalla Necropoli etrusca di Spina e sono conservati a Ferrara. Quello che ho fatto è stato grattare il fondo di alcuni vasetti con un bisturi, raccogliere pochi microgrammi di campione e analizzarlo con la tecnica che ho menzionato. La risposta analitica viene interpretata per risalire al contenuto e quindi alla formulazione dei cosmetici antichi. Sottolineo che svolgo le analisi al Tecnopolo di Rimini, è qui che si trova il pirolizzatore (strumento di cui mi servo)".

"In quest’ottica, ho visitato il museo di Verucchio nella speranza di trovare oggetti simili, o anche solo frammenti degli stessi, da poter analizzare. I balsamari di Spina, infatti, appartengono ad un periodo della storia etrusca (detto Orientalizzante) successivo rispetto al Villanoviano ben rappresentato dal Museo Civico di Verucchio. Questo museo è lo specchio della cultura villanoviana. Mi ci sono recata con i miei professori, nonché relatore e correlatore di tesi, il direttore di Uni Rimini e il sindaco di Verucchio. Non abbiamo trovato esattamente quello che cercavamo, nel senso che balsamari risalenti all’epoca villanoviana sono estremamente rari, tanto che si dubita dell’esistenza dei cosmetici in quel periodo.

Tuttavia, la tecnica con cui sto lavorando ben si presta allo studio di altri materiali antichi di cui il museo di Verucchio abbonda, tra cui legno (penso al meraviglioso trono della tomba Lippi 89), recipienti per alimenti e bevande, ambre e, soprattutto, tessuti (qui, penso al preziosissimo mantello in lana esposto al museo). L’idea, quindi, è quella di proseguire la collaborazione col museo e il Tecnopolo di Rimini, partendo dalla richiesta dei permessi alla sovraintendenza per effettuare i campionamenti del caso. Qualora le tempistiche relative alla tesi (mi laureo a luglio 2026) o i limiti tematici imposti dalla stessa non consentano di farlo nel breve periodo, è mia intenzione valutare l’inserimento di questa collaborazione e ricerca in un progetto di dottorato".

"Tra l'altro, il caso ha voluto che come corso a scelta io ne abbia seguito uno dedicato alla civiltà Etrusca, per cui quando mi è stata proposta questa ricerca sono stata ben felice di accettare. Non solo, molti dei reperti illustrati a lezione dalla mia professoressa, che è un'etruscologa, li ho poi visti al museo a Verucchio e sarei orgogliosa di studiarne qualcuno”.

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