"L’aveva bloccata sul telefono": la difesa di Dassilva smonta il movente passionale
Prossima udienza il 23 marzo: si sciolgono i nodi su movente e prove video
Secondo i difensori di Louis Dassilva, gli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri, quanto emerso in aula confermerebbe la linea difensiva: il sentimento di Manuela Bianchi non era ricambiato e Dassilva l’aveva bloccata sul telefono già a gennaio. «Un eventuale movente sentimentale non è coerente con l’omicidio», ha spiegato Guidi, richiamando anche le modalità dell’aggressione.
Fabbri ha ribadito l’incompatibilità tra Dassilva e il soggetto ripreso dalla cam3, già chiarita in incidente probatorio. Le amiche di Bianchi hanno inoltre riferito che la donna, dopo i primi dubbi, avrebbe escluso che Dassilva potesse fare del male a donne o anziani.
L’attenzione ora è rivolta alla prossima udienza, in particolare a quella del 23 marzo, quando Dassilva dovrebbe essere ascoltato.
Di diverso avviso i legali delle parti civili, Monica Lunedei e Alfredo Andrea Scifo, che parlano di un legame emotivo profondo tra Bianchi e Dassilva e segnalano criticità nell’incidente probatorio sulla cam3. I due avvocati hanno inoltre invitato alla massima prudenza e responsabilità nel dibattito pubblico e mediatico legato alla vicenda.
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