Lifting da incubo, necrosi e cicatrici: risarcita con oltre 50mila euro
Per il Tribunale di Rimini si tratta di colpa grave
Rimini – Un lifting per migliorare l’aspetto del volto si trasforma in un calvario per una donna di 49 anni. Dopo l’intervento, eseguito nel 2020, la paziente ha sviluppato una vasta necrosi nella zona davanti all’orecchio e sul collo, con una grave cicatrice che ha reso necessario un secondo intervento.
Il Tribunale di Rimini ha riconosciuto la responsabilità del chirurgo e della struttura sanitaria, condannandoli a risarcire la donna con 50.468,26 euro.
Secondo la consulenza tecnica, la necrosi non sarebbe stata una complicanza inevitabile, ma la conseguenza di una tecnica chirurgica non corretta, con lembi cutanei troppo sottili e sottoposti a eccessiva trazione. Per i giudici si è trattato di una condotta caratterizzata da colpa grave.
I danni permanenti sono stati stimati tra il 13 e il 14%, contro il 2% che sarebbe rimasto dopo un intervento eseguito correttamente. Nel risarcimento sono stati compresi danno biologico, danno morale, spese mediche e assistenziali e la restituzione del costo dell’intervento.
Accertata anche una carenza nel consenso informato: i moduli firmati dalla paziente non indicavano in modo sufficientemente dettagliato rischi, complicanze e alternative. Su questo punto, però, il Tribunale non ha riconosciuto un ulteriore risarcimento, non essendo stato dimostrato che una corretta informazione avrebbe portato la donna a rinunciare all’operazione.
27.3°