Moda, non solo Aeffe: anche Fuzzi avvia la composizione negoziata della crisi
Dall'acquisizione del 2019 agli effetti della pandemia, fino al crollo degli ordini: le tappe che hanno portato alla procedura di risanamento
Non c'è solo Aeffe a fare i conti con la crisi del comparto moda. Anche Fuzzi Srl, storica azienda di San Giovanni conosciuta a livello internazionale per aver contribuito allo sviluppo del marchio Jean Paul Gaultier, controllata da Aesse Projects; ha avviato la procedura di composizione negoziata della crisi. Una vicenda che, secondo i legali dell'azienda, rappresenta l'ennesimo segnale delle profonde difficoltà che stanno attraversando il tessile e la manifattura italiana.
A ricostruire il percorso è la stessa azienda romagnola. La crisi, spiegano, "affonda le radici nel 2019, quando ci trovavamo in una situazione economica critica". In quell'anno Antonino Croce Screpis, titolare di Aesse Projects, intervenne dapprima con un finanziamento per garantire la continuità aziendale e successivamente con l'acquisizione della società, facendosi carico anche dell'importante esposizione debitoria verso gli istituti di credito e gli altri creditori.
L'arrivo della pandemia nel 2020 ha però cambiato radicalmente gli equilibri del mercato. L'imprenditore ha chiuso i marchi di proprietà, dismesso i punti vendita e avviato una profonda riorganizzazione, concentrando tutte le risorse sul rilancio di Fuzzi. Il ritorno della collaborazione con Jean Paul Gaultier aveva consentito di ottenere risultati positivi nel giro di circa un anno e mezzo, ma il successivo peggioramento del mercato ha provocato un progressivo calo del fatturato e degli ordinativi.
La situazione si è aggravata nel 2024, quando il principale cliente di Aesse Projects ha sospeso per mesi la programmazione delle produzioni, confermando soltanto a fine anno una drastica riduzione degli ordini. Nel tentativo di rilanciare l'attività sono state ricercate nuove commesse, ma l'assenza del necessario supporto finanziario ha impedito di sostenere la produzione, costringendo l'azienda ad annullare gli ordini acquisiti. Il 2025 si è così chiuso con una perdita rilevante e con la perdita dei principali clienti. Oggi Fuzzi ha quindi avviato la composizione negoziata della crisi e nell'ambito del percorso di risanamento, è stata richiesta anche la pubblicazione della vendita all'asta di un immobile aziendale per contribuire al pagamento dei debiti accumulati negli ultimi anni.
"L'obiettivo resta quello di portare avanti con responsabilità la procedura di composizione negoziata della crisi, nel pieno rispetto della normativa vigente, affinché sia possibile massimizzare il recupero per tutti i creditori, con particolare attenzione agli ex dipendenti", spiegano ancora dall'azienda. Viene evidenziato inoltre come la vicenda di Fuzzi "non rappresenta un caso isolato, ma riflette le profonde difficoltà che stanno interessando l'intero comparto della moda e della manifattura tessile, con conseguenze per imprese, lavoratori e territori".
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