Mutonia, petizione oltre 10mila firme mentre la demolizione resta in stand-by
Grande risposta di cittadini e sostenitori: la mobilitazione popolare continua a crescere attorno al villaggio artistico
Prosegue la mobilitazione per salvare Mutonia. La petizione lanciata a sostegno della storica comunità artistica di Santarcangelo di Romagna ha già superato quota 10mila firme, mentre la procedura di demolizione resta per il momento in stand-by, in attesa degli sviluppi istituzionali e della possibile conferenza di servizi richiesta dalla Regione.
La raccolta firme sarà al centro anche di un appuntamento pubblico in programma oggi (domenica 8 marzo) all'interno del Kartodromo Riviera Verde di Misano Adriatico, dove si terrà una manifestazione pensata per celebrare la Giornata internazionale della donna e allo stesso tempo promuovere momenti di condivisione tra famiglie, con attività dedicate in particolare ai più piccoli.
All’evento ha aderito anche Tanja Monies, vocalist e promotrice dell’iniziativa “La voce della libertà e la gioia in Italia”, che ha annunciato il proprio sostegno alla battaglia per salvare Mutonia coinvolgendo discoteche, artisti e giornalisti. Monies ha spiegato che l’obiettivo è portare la petizione fino a 31mila firme: raggiunta quella soglia, insieme ad alcuni legali e sostenitori intende presentare a Roma una proposta di legge popolare per sospendere gli effetti della sentenza e chiedere l’istituzione di un bando demaniale per l’area.
L’iniziativa è stata sponsorizzata con ironia anche dal noto volto romagnolo dei social Massimo Pazzaglini, che ha contribuito a diffondere l’evento e a richiamare l’attenzione sulla campagna a sostegno di Mutonia.
Una storia lunga 35 anni
La Mutoid Waste Company arriva a Santarcangelo di Romagna nel 1990, quando il Festival Santarcangelo dei Teatri invita il collettivo di artisti e performer punk a realizzare una serie di esibizioni. I Mutoid arrivano dopo un lungo tour europeo partito da Londra, nato anche come reazione alle restrittive legislazioni dell’era Thatcher.
Il gruppo era noto per i suoi spettacoli spettacolari: veicoli modificati, giochi con il fuoco e sculture cinetiche realizzate con materiali di recupero, oggetti destinati alla discarica trasformati in opere artistiche.
A Santarcangelo trovano uno spazio dismesso — una ex cava di ghiaia — e soprattutto una comunità pronta ad accoglierli. Da quell’incontro nasce Mutonia.
Un laboratorio artistico e umano
Negli anni i Mutoid hanno trasformato l’area in un luogo unico: un insediamento creativo dove abitazioni e opere d’arte convivono. Le case, in linea con la loro tradizione nomade di travellers, non sono costruite con muratura tradizionale ma ricavate da autobus e camion dismessi, collegati a rimorchi o strutture adattate.
Questi spazi hanno ospitato tre generazioni di Mutoid, che vivono, lavorano e mandano i figli a scuola a Santarcangelo, seguendo il principio di non separazione tra vita e produzione artistica e il motto Mutate & Survive: ridefinire il proprio stile di vita prendendo le distanze dal modello industriale e dal consumismo.
Mutonia è diventata nel tempo anche un parco di sculture a cielo aperto, visitabile gratuitamente, dove tra rottami trasformati in opere d’arte e natura riconquistata negli anni si sviluppa un continuo laboratorio creativo. Un luogo attraversato da artisti di passaggio, visitatori e curiosi, diventato un crocevia di relazioni culturali.
Il rischio demolizione
Per oltre trent’anni la comunità ha convissuto pacificamente con la città, costruendo un forte legame con il territorio e con la popolazione locale.
Oggi però Mutonia è in pericolo. Una sentenza del Consiglio di Stato, che ha ribaltato il precedente giudizio del TAR, ha riaperto la questione delle strutture considerate abusive. Il procedimento nasce da ricorsi presentati nel corso degli anni da un singolo cittadino che dal 1999 ha più volte contestato l’insediamento.
La comunità si trova quindi di fronte a un’istanza di demolizione, nonostante le stesse soprintendenze competenti abbiano definito Mutonia un continuum artistico, riconoscendo il valore culturale dell’insieme delle opere e delle strutture.
La mobilitazione
Per questo motivo è stata lanciata la petizione Forever Mutonia, che in poche settimane ha già raccolto oltre 10mila adesioni. L’obiettivo è chiedere alle istituzioni di individuare una soluzione che permetta di tutelare Mutonia, riconosciuta da molti come patrimonio culturale, oltre che casa di numerose famiglie.
Gli organizzatori invitano cittadini e visitatori a firmare la petizione e a partecipare agli eventi di sensibilizzazione. «Mutonia – spiegano i promotori – rappresenta una visione del mondo fondata su ambientalismo, anticonsumismo e pacifismo. Una piccola utopia creativa che in 35 anni è diventata parte dell’identità del territorio».
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