Scompaiono i fotografi itineranti, a Rimini con tenacia resiste solo Alberto: "Ho iniziato nel 1984"
Macchina fotografica in mano, gira per i tavoli dei ristoranti di Rimini, offrendo la sua esperienza, la sua abilità e il suo "occhio" per degli scatti che entreranno nell'album dei ricordi della vaca...
Macchina fotografica in mano, gira per i tavoli dei ristoranti di Rimini, offrendo la sua esperienza, la sua abilità e il suo "occhio" per degli scatti che entreranno nell'album dei ricordi della vacanza. Si chiama Alberto ed è un fotografo itinerante, un mestiere ormai scomparso in seguito allo sviluppo tecnologico e al proliferare degli Smartphone. "Lo farò ancora per qualche anno, vediamo come va", racconta lo stesso Alberto, con un pizzico di amarezza, ma tanto orgoglio. Il fotografo itinerante ha iniziato nel 1984: lavorava come assistente per lo studio Zanzani in via Giusti, zona piazzale Tripoli. Si aggirava per i tavoli dei ristoranti, come oggi, chiedendo 200 lire a foto. Non c'erano telefoni cellulari, la macchina fotografica era un bene di lusso e per molti. Da allora sono cambiate tante cose. Lo stesso Alberto si è convertito al digitale, a malincuore: i clienti possono dunque vedere subito il risultato dello scatto, per poi ricevere l'immagine via e-mail. Anche con la macchina fotografica digitale, è una bella tradizione che ancora resiste a Rimini e che attira soprattutto l'attenzione dei turisti. "Uomini e donne dai 45-50 anni, quando vedo un tavolo con ragazzi non mi avvicino più", racconta Alberto. Tuttavia il dispiacere più grande, per il fotografo, è quello di essere "amato e odiato" dai suoi concittadini. Non tutti gradiscono infatti la "visita" del fotografo durante la cena, nonostante Alberto usi modi assolutamente non invadenti e senza fare alcun tipo di resistenza, di fronte a un rifiuto: "Spesso quando chiedo al tavolo la foto, ci sono persone che non alzano neppure la testa". E purtroppo, in quel caso, non sono con gli occhi fissi sullo smartphone.
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