Rimini Calcio e Centro Gaiofana: due milioni per la B e rilancio del turismo sportivo. Il progetto

Investitore Usa con imprenditori locali e partnership con San Marino. Il business: tornei ed eventi internazionali

A cura di Redazione Redazione
07 maggio 2021 18:56
Rimini Calcio e Centro Gaiofana: due milioni per la B e rilancio del turismo sportivo. Il progetto -
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di Stefano Ferri

Una cordata pronta ad investire subito un milione di euro e un altro il prossimo anno per portare al più presto il Rimini Calcio in serie B. Contestualmente, avere l’opportunità di gestire la cittadella della Gaiofana dopo il completamento dei lavori ad opera del Comune (i bandi finora sono andati deserti).

Il progetto piomba verso fine della deludente stagione sportiva del club biancorosso in serie D e alla vigilia delle elezioni amministrative cittadine che stanno riscaldando il dibattito sui vari fronti politici. E come in ogni elezione che si rispetti ecco che nel menu entra di diritto anche il pallone.
A dare qualche indicazione in più sul progetto è il candidato sindaco della lista Rinascita Civica , il consigliere comunale in carica avvocato Mario Erbetta, ex capogruppo di Patto Civico (“Mi sono dimesso dopo due anni in divergenza con la giunta: non sono un yes man” puntualizza). La sua è una lista è di ispirazione liberal socialista con occhio al mondo cattolico che non si riconosce né a destra né a sinistra. Predica la terza via per la realizzazione di una allenaza per meriti e bisogni: “Interpreto – dice – il polo riformista e autonomista”. Se sarà fuori dal ballottaggio si schiererà con chi si mostrerà più convincente “sulle cose da fare”.

Mario Erbetta nei giorni scorsi è intervento su fb in una chat di tifosi biancorossi e interloquendo con un amico supporter ha accennato appena al piano in questione infondendo un pizzico di fiducia sul futuro. Non potevamo far cadere l’assist nel vuoto e dunque abbiamo chiesto ed Erbetta di darci qualche indicazione in più.

Avvocato Erbetta, siamo in campagna elettorale e si riacccendono i boatos sulla squadra di calcio cittadina. Una storia vecchia.
“Guardi, io sono stato informato del progetto da un manipolo di imprenditori locali che vogliono investire sulla Gaiofana e contestualmente sul Rimini Calcio. Sono certo che i miei interlocutori, che hanno rapporti con persone che fanno capo alla mia lista, avranno fatto la stessa cosa con gli altri candidati di tutti i partiti. Del resto, si tratta di un progetto importante per la città. Hanno chiesto la mia opinione, se avessi intenzione di condividerlo o quanto meno non ostacolarlo in futuro. Credo sia una iniziativa lodevole. Nessuna speculazione elettorale, è auspicabile un interesse trasversale perché è in gioco il bene della città”.
Chi sono questi imprenditori?
“Non sono autorizzato a rivelarne i nomi. Lo faranno loro a tempo debito se lo crederanno. Segnalo che non solo soli. Al loro fianco c’è un investitore americano sulle cui spalle graverebbe la metà dell’investimento”.
Potrebbe essere Massimo Nicastro, già al fianco di Giorgio Grassi per qualche mese?
“Non sono in grado di rispondere”.
In soldoni che cosa hanno in mente?
“Sono appassionati di calcio e hanno l'obiettivo di tirare il club al più presto fuori non solo dalla serie D ma anche dalla serie C che a loro dire è quanto mai onerosa e una continua rimessa. L’obiettivo è la serie cadetta. Potrebbero essere di supporto all’attuale proprietà oppure candidarsi a rilevare il club: una cosa non esclude l’altra”.
E poi?
“Sono intenzionati ad investire sulla Gaiofana. L’idea è di farne un centro sportivo dedicato al calcio, non solo il quartiere generale del settore giovanile ma anche il teatro di manifestazioni internazionali, tornei ed eventi. L’intenzione è di creare una partnership con lo Stato di San Marino per darne una connotazione internazionale, un po’ quello che avviene per l’aeroporto. Si potrebbe pensare, inoltre, ad uno sviluppo alberghiero nella zona. Un investimento sulla vocazione del turismo calcistico in particolare a carattere internazionale che la città di Rimini ha nelle corde. L’imprenditore americano dovrebbe dare una buona spinta. Mi risulta si occupi già di calcio con l’attività di talent scout”.
Per quanto riguarda lo stadio?
“Farne uno nuovo è una ipotesi irrealistica allo stato attuale. Meglio puntare a mettere le mani al vecchio Romeo Neri. Si dovrebbe lavorare allo spostamento altrove della pista di atletica in una area dedicata e creare altri due campi all’interno dell’area dello stadio in sintetico per le giovanili e passare dal sintetico all’erba sul campo da gioco. Lo stadio dovrebbe essere solo per il calcio”.
Si parlava di una riqualificazione dell’area attorno alla stadio e il Romeo Neri poteva rientrarvi…
“E’ un discorso complicato, ci sono di mezzo enti come il Ministero della Difesa per quanto riguarda la caserma Giulio Cesare. Temo che i tempi sarebbero molto lunghi. Meglio concentrarsi su quello che c’è, apportare le migliorie necessarie allo stadio, rafforzare la società e la squadra e puntare alla serie B. In questa ottica – e nel mio piano elettorale è messo nero su bianco – si deve ragionare sulla gestione diretta dello stadio e del bar da parte del club e su una cabina di regia costante del Comune che così faccia sentire la sua presenza alla squadra. Tutto ciò favorirà a mio parere la discesa in campo di forze economiche locali e la valorizzazione dell’impianto: potrebbe diventare un polo attrattivo durante tutta la settimana”.
E il Comune che ruolo giocherebbe nella partita Gaiofana?
“Dovrebbe di garantire il completamento di un’opera che consta di sette campi e relativi spogliatoi e parcheggio a servizio, con un impianto fotovoltaico che garantisce circa 200 mila euro all’anno.​ Una volta terminata l’opera, che ora è in toto nella sua disponibilità, l’amministrazione successivamente perfezionerà il bando per la sua gestione. Un'azione pubblico privata. L’amministrazione in questi anni nello sport si è poco impegnata e lo dimostra la parabola discendente delle squadre delle varie discipline. Ora la nuova ha l’occasione di fare un salto di qualità. Non si può solo pensare al lungomare…. Il calcio storicamente è uno sport identitario e dunque bisogna fare il possibile per il suo rilancio. Detto questo, sono molti gli interventi sportivi che suggerisco. Mi limito ad illustrare la realizzazione di un velodromo dedicato a manifestazioni agonistiche a livello mondiale con un anello per lo svolgimento di attività di pattinaggio su strada. Penso anche a due circuiti uno per il ciclismo su strada e l’altro per l’attività di MTB ma che possa essere adattato anche ad attività di ciclocross e di podismo campestre”.

 

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