Calcio, l'addio a Franco Cappelli: fondò l'Inter Club di Rimini
Aveva 79 anni. Era un trascinatore, un personaggio dalla simpatia contagiosa. Il ricordo degli amici
Un personaggio molto noto della Rimini sportiva, in particolare del calcio di sponda Inter, è venuto a mancare lunedì. Si tratta di Franco Cappelli, per tanti anni presidente dell’Inter Club di Rimini denominato Mario Bertini, da lui fondato assieme ad un manipolo di amici ad inizio degli anni Ottanta. Era il fratello di Bruno, il mitico Garibaldi, per anni il trascinatore dei tifosi del Rimini.
Perfetto organizzatore delle trasferte, in Italia e non solo, col sorriso sulle labbra, la battuta pronta, lo sfottò simpatico verso gli avversari, Franco Cappelli era un meticoloso punto di riferimento per i tifosi dal cuore nerazzurro. Aveva 79 anni, nella vita era un albergatore (ha gestito dapprima l’Hotel Milano e poi il Giulio Cesare in centro) e coniugava la sua attività con la sua grande fede nerazzurra tanto che, quando lo incontravi per strada, spesso era vestito di nerazzurro. E quando l’Inter vinceva era festa grande.
Da qualche tempo non stava bene, ma la triste notizia ha comunque spiazzato i tanti che lo conoscevano e gli erano amici. Franco Cappelli ci ha lasciato lunedì, i funerali sono stati celebrati in forma privata nella giornata di giovedì.
Era amico di tanti ex giocatori e allenatori, tra questi in particolare Giacinto Facchetti e Osvaldo Bagnoli. Nella sede del club, prima in va Destra del Porto, poi in centro, quindi all’Ina Casa e a Marebello, riusciva grazie ai suoi buoni uffici a “convocare” qualche giocatore di passaggio in Romagna per una chiacchierata coi tifosi.
“A metà degli anni Ottanta – racconta Moreno Tombesi, un supporter nerazzurro, uno dei primi iscritti al Club – Franco riuscì ad organizzare un torneo dei tifosi organizzati della Romagna dei top club italiani. La finale si giocò al Romeo Neri e l’Inter Club Rimini riuscì a primeggiare. Il giorno prima della finale Franco portò addirittura la squadra in ritiro”.
"Franco era un personaggio – racconta Renzo Bargellini, meglio conosciuto come Lothar – e tutti gli volevano bene. Si faceva in quattro sotto il profilo dell'organizzazione, le trasferte e le partite con lui erano uno spasso. Aveva humour, una simpatia contagiosa. Non potevi non volergli bene".
Alla famiglia Cappelli, al fratello Bruno, le condoglianze della redazione di Altarimini.it
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