Officine a rischio, sindacati: "La manutenzione dei treni resti a Rimini"
I sindacati sollecitano la regione: c'è preoccupazione per le decisioni di Trenitalia
"Massima preoccupazione", da parte dei sindacati per il mantenimento del lavoro di manutenzione dei rotabili di Trenitalia in Emilia-Romagna, regione in cui sono operativi – proprio nella manutenzione, revisione e riparazione del materiale rotabile ferroviario – l'Omc Componenti-Officina Manutenzione Ciclica con sede a Bologna e l'Omcl-Officina Manutenzione Ciclica Locomotive) con sede a Rimini, entrambe in difficoltà.
A esprimere timore, per la situazione dei due siti, a seguito di un incontro con Trenitalia avvenuto oggi (giovedì 17 marzo), sono la Filt-Cgil, la Fit-Cisl e la UilTrasporti secondo cui "per salvare le ex Ogr di Bologna e Rimini, serve mantenere la manutenzione ciclica di secondo livello dei treni di nuova generazione Pop e Rock di Trenitalia-Tper" nelle due officine.
Per questo, anche alla luce del Patto per il Lavoro e per il Clima varato dall'Emilia-Romagna, i sindacati "sono certi che la Regione, coinvolta direttamente in Trenitalia-Tper voglia lavorare in questa direzione con Trenitalia-Tper e Trenitalia, con il coinvolgimento diretto dei Comuni interessati". In particolare, osservano le tre organizzazioni sindacali, "il 17 gennaio 2020 per l'Omc Componenti di Bologna è stato sottoscritto tra le parti un accordo nel quale si proporzionava la capacità produttiva dello stabilimento per un carico di lavoro pari a circa 165.000 ore complessive", ma, accusano, "Trenitalia non ha mai applicato l'accordo e non ne ha intenzione: attualmente all'interno dell'Officina sono impiegati in produzione il 30% in meno di lavoratori necessari con una costante tendenza al ridimensionamento dovuta al mancato turn-over".
"A queste condizioni lo stabilimento di Bologna non ha futuro" mentre, concludono, appare "imprescindibile salvaguardare questo bene industriale della città di Bologna perché il trasporto ferroviario è un settore strategico per il sistema produttivo dell'Emilia-Romagna".
17.5°