Funerali di Umberto, morto per rubare l'acqua. Famiglia risponde all'odio social

I parenti valutano azioni legali nei confronti degli hater

A cura di Redazione Redazione
27 aprile 2022 04:49
Funerali di Umberto, morto per rubare l'acqua. Famiglia risponde all'odio social -
Condividi

Saranno celebrati oggi (mercoledì 27 aprile) alle 15.30, presso la Chiesa Parrocchiale San Pio V di Cattolica, i funerali di Umberto Sorrentino, morto la sera di Pasquetta all'esterno di un supermercato della città cattolichina, mentre cercava di prendere delle casse d'acqua. "A Umberto purtroppo capitava di compiere gesti senza senso, ma non era né un criminale né uno sbandato", ha spiegato la madre in un'intervista al Resto de Carlino, evidenziando che il figlio non avesse bisogno di rubare bottiglie d'acqua e ricordando le problematiche di salute che lo affliggevano. 

La famiglia, assistita dall'avvocato Massimo Vico, ha deciso di intervenire nuovamente in una nota, a seguito "del clamore sui social suscitato dalla notizia", per far conoscere "il dolore e il risentimento per le dichiarazioni ingiustificabili, gratuite, piene di odio, riprovevoli umanamente e socialmente". "Chiunque ha potuto leggere in questi giorni sui social giudizi su Umberto del tipo: era un ladro, adesso un ladro in meno, morire per una bottiglia d'acqua, se aveva sete poteva andare ad una fontanellaevidenzia la nota E così di seguito ed anche peggio. In poco tempo queste espressioni sono diventate virali, ponendo in seconda luce, i pochi commenti positivi che mostrano comprensione e reclamano pietà e rispetto per una morte atroce".

Umberto è diventato "un bersaglio di odio e di scherno" per questi "leoni da tastiera e odiatori", per avere tentato di prendere qualche bottiglia d'acqua. Prosegue la nota: "sembra come ricostituita in chiave moderna la storica turba evangelica che grida in coro delirante crucifige , crucifige!. Per la turba degli interconnessi anche la morte diventa gioco e spettacolo: la realtà della tragedia non sfiora la coriacea insensibilità dei loro cuori. Anche il lessico e la grammatica mette in mostra il livello infimo di ritardo culturale e mentale degli interlocutori".

La famiglia non usa giri di parole: "Che desolazione! Che Schifo! Che vergogna! Che ignoranza! Che volgarità! Che degrado umano e civile!", evidenziando che "i moderni strumenti di comunicazione sono di grande aiuto per l'umanità, ma se finiscono nelle mani degli ignoranti è come aver buttato le perle ai porci", accusando gli hater di non considerare Umberto come persona, di rifiutare di conoscere "le condizioni di salute fisica e mentale, le sofferenze, le difficoltà affettive, i rapporti famigliari, le cause della sregolatezza, in sintesi la vita vera". 

La famiglia ha ricevuto "tante attestazioni di comprensione e pietà da parte di molti cittadini e conoscenti e di rappresentanti delle istituzioni" (in primis la sindaca di Cattolica Franca Foronchi e la vicesindaca di Rimini Chiara Bellini), ringraziando "tutti quanti hanno dimostrato pietà per Umberto"; ma queste "parole di comprensione e compassione" alleviano in parte "l'immenso dolore per il vile sfregio inferto da un gruppo di incoscienti che insieme hanno osato diffamare e deridere la tragica fine di un figlio malato", seguito "con totale dedizione, con tanta fatica e con grande amore" dalla madre.

I parenti di Umberto Sorrentino valutano azioni legali nei confronti degli hater, mentre "per quanto riguarda la verifica della situazione fisico – ambientale in cui ha avuto luogo il tragico evento", ripongono "la massima fiducia e rispetto nell'azione degli organi preposti alla ricostruzione, all'analisi e alla valutazione dei fatti".

 

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail