Rimini Calcio, il pane della C è duro: e il turnover finisce nel mirino

Ma la panchina lunga dei biancorossi sarà un punto di forza nel corso della stagione

A cura di Redazione Redazione
12 settembre 2022 06:37
Rimini Calcio, il pane della C è duro: e il turnover finisce nel mirino -
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di Riccardo Giannini

Una cornice di pubblico straordinaria ha accompagnato la prima casalinga del Rimini, sconfitto 1-0 dal Cesena nel derby. Un risultato che non ridimensiona le qualità e gli obiettivi  dei ragazzi di Gaburro: il Cesena è una delle tre squadre accreditate alla vittoria finale e si è dimostrata superiore a livello di organico. Il Rimini non ha in rosa giocatori come Prestia, De Rose, Bianchi, Saber, Corazza e Ferrante: non sono dunque queste le partite che devono dare indicazioni sulla forza dei biancorossi, tanto più a inizio stagione, anche se nel calcio nulla è mai scontato e nessuna squadra parte battuta. 

Certamente a far storcere il naso ai tifosi biancorossi è stato anche il risultato della trasferta sul campo del San Donato Tavarnelle. Ma quel Russo che contro il Rimini ha fatto furore, ieri si è ripetuto segnando due gol e regalando ai suoi la vittoria in casa di una Torres che avevamo giudicato come matricola ben attrezzata per figurare. Il pane della Serie C è duro, la squadra macinasassi della Serie D non la rivedremo, ma il Rimini farà la sua parte in questo campionato. Servirà forse un po' più di tempo del previsto per il rodaggio di qualche giocatore: il calendario non ha aiutato, costringendo i biancorossi ad affrontare due big in tre giornate, due formazioni che peraltro rinunciano all'impiego di under in pianta fissa. 

Dopo la sconfitta con il Cesena, nel mirino dei tifosi è finito Marco Gaburro, il tecnico che ha saputo conquistare l'ambiente non solo con i risultati, ma anche con le sue qualità umane. Quando si fa turnover e si perde, si finisce inevitabilmente dietro la lavagna e Gaburro lo sa bene. Tuttavia Regini non può certo giocare 270 minuti in sette giorni e Pasa durante il precampionato ha avuto un infortunio e non può fare altrettanto. L'errore sembra essere stata la mancata conferma di Tonelli (comunque con i toscani tolto al 46' per evitare un possibile secondo giallo), ma sembra il classico discorso "giusto col senno di poi". Il dibattito  ha coinvolto anche l'attacco: chi tra Vano e Santini? Entrambi, con il secondo esterno? Come avevo anticipato in un editoriale di inizio stagione, è molto stuzzicante la strada della difesa a tre, perché un 3-5-2 o un 3-4-1-2 permette la piena convivenza tra Vano e Santini in prima linea, purché non si esageri con il lancio dalle retrovie a cercare la "spizzata" del primo per il secondo (ma ieri era una situazione di emergenza). Si deciderà anche in base all'avversario, benché, lo ribadiamo, la sconfitta di ieri non è questione di numeri e moduli, ma di un Cesena superiore sul campo e che ha sfoggiato la specialità di casa Toscano: il pressing a tutto campo che ha soffocato il gioco dell'avversario. Il resto lo hanno fatto due attaccanti fuori categoria. Bisogna  considerare i meriti dell'avversario: questa Serie C non sarà una passeggiata di salute. Il Rimini è però attrezzato adeguatamente e la panchina lunga, che ieri è sembrata paradossalmente un handicap (per le scelte di turnover), sarà un grande punto di forza. E a proposito di panchina, giocando anche noi a fare l'allenatore, con la Virtus Entella, in caso di 4-3-3, ci auspicheremmo la presenza dal primo minuto di Sereni. 

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