Rimini Calcio, il pane della C è duro: e il turnover finisce nel mirino
Ma la panchina lunga dei biancorossi sarà un punto di forza nel corso della stagione
di Riccardo Giannini
Una cornice di pubblico straordinaria ha accompagnato la prima casalinga del Rimini, sconfitto 1-0 dal Cesena nel derby. Un risultato che non ridimensiona le qualità e gli obiettivi dei ragazzi di Gaburro: il Cesena è una delle tre squadre accreditate alla vittoria finale e si è dimostrata superiore a livello di organico. Il Rimini non ha in rosa giocatori come Prestia, De Rose, Bianchi, Saber, Corazza e Ferrante: non sono dunque queste le partite che devono dare indicazioni sulla forza dei biancorossi, tanto più a inizio stagione, anche se nel calcio nulla è mai scontato e nessuna squadra parte battuta.
Certamente a far storcere il naso ai tifosi biancorossi è stato anche il risultato della trasferta sul campo del San Donato Tavarnelle. Ma quel Russo che contro il Rimini ha fatto furore, ieri si è ripetuto segnando due gol e regalando ai suoi la vittoria in casa di una Torres che avevamo giudicato come matricola ben attrezzata per figurare. Il pane della Serie C è duro, la squadra macinasassi della Serie D non la rivedremo, ma il Rimini farà la sua parte in questo campionato. Servirà forse un po' più di tempo del previsto per il rodaggio di qualche giocatore: il calendario non ha aiutato, costringendo i biancorossi ad affrontare due big in tre giornate, due formazioni che peraltro rinunciano all'impiego di under in pianta fissa.
Dopo la sconfitta con il Cesena, nel mirino dei tifosi è finito Marco Gaburro, il tecnico che ha saputo conquistare l'ambiente non solo con i risultati, ma anche con le sue qualità umane. Quando si fa turnover e si perde, si finisce inevitabilmente dietro la lavagna e Gaburro lo sa bene. Tuttavia Regini non può certo giocare 270 minuti in sette giorni e Pasa durante il precampionato ha avuto un infortunio e non può fare altrettanto. L'errore sembra essere stata la mancata conferma di Tonelli (comunque con i toscani tolto al 46' per evitare un possibile secondo giallo), ma sembra il classico discorso "giusto col senno di poi". Il dibattito ha coinvolto anche l'attacco: chi tra Vano e Santini? Entrambi, con il secondo esterno? Come avevo anticipato in un editoriale di inizio stagione, è molto stuzzicante la strada della difesa a tre, perché un 3-5-2 o un 3-4-1-2 permette la piena convivenza tra Vano e Santini in prima linea, purché non si esageri con il lancio dalle retrovie a cercare la "spizzata" del primo per il secondo (ma ieri era una situazione di emergenza). Si deciderà anche in base all'avversario, benché, lo ribadiamo, la sconfitta di ieri non è questione di numeri e moduli, ma di un Cesena superiore sul campo e che ha sfoggiato la specialità di casa Toscano: il pressing a tutto campo che ha soffocato il gioco dell'avversario. Il resto lo hanno fatto due attaccanti fuori categoria. Bisogna considerare i meriti dell'avversario: questa Serie C non sarà una passeggiata di salute. Il Rimini è però attrezzato adeguatamente e la panchina lunga, che ieri è sembrata paradossalmente un handicap (per le scelte di turnover), sarà un grande punto di forza. E a proposito di panchina, giocando anche noi a fare l'allenatore, con la Virtus Entella, in caso di 4-3-3, ci auspicheremmo la presenza dal primo minuto di Sereni.
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