Cisl Rimini: oltre 3000 firme raccolte. Prosegue mobilitazione
Riceviamo e pubblichiamo dalla Segreteria Cisl Rimini Oggi sabato 3 settembre, con banchetti in piazza Cavour e in piazza Tre Martiri, la Cisl di Rimini sta proseguendo la raccolta di firme contro una...
Riceviamo e pubblichiamo dalla Segreteria Cisl Rimini
Oggi sabato 3 settembre, con banchetti in piazza Cavour e in piazza Tre Martiri, la Cisl di Rimini sta proseguendo la raccolta di firme contro una manovra economica iniqua, che prevede interventi sul lavoro dipendente della pubblica amministrazione e sui redditi bassi, mentre non prevede tassazione dei grandi patrimoni e dei beni di lusso e rinvia i tagli ai costi della politica.
Nei giorni scorsi i banchetti sono stati allestiti davanti all’Ospedale Infermi e in Piazza del mercato a Riccione, raccogliendo in poche ore oltre 1500 firme di lavoratori dipendenti pubblici e di cittadini, a cui si aggiungono quelle che si stanno raccogliendo questa mattina.
Con questa presenza nelle piazze, la Cisl vuole anche denunciare una manovra che non si pone l’obiettivo di sostenere lo sviluppo del Paese e il lavoro, fondamentali per dare credibilità, stabilità e continuità alla manovra stessa.
Grazie alla mobilitazione della Cisl, alcuni risultati sono già stati ottenuti, in particolare sul pubblico impiego e nel ritiro del provvedimento pensioni.
Ma la Cisl chiede profondi cambiamenti alla manovra e soprattutto chiede che chi possiede di più paghi di più.
Non si capisce l’eliminazione del contributo di solidarietà sui privati con cui si potevano tassare seconde case e beni di lusso: nel nostro Paese sembra scandaloso fare pagare a chi se lo può permettere!
Lavoratori e pensionati sono in difficoltà e le risorse devono essere reperite da chi possiede di più.
Da tempo la Cisl chiede una riforma fiscale che considera decisiva, e l’aumento dell’Iva deve servire non a fare cassa ma a compensare ciò che va tagliato dalle tasse che lavoratori e pensionati pagano sempre fino all’ultimo euro.
Sono necessarie più responsabilità e serietà mentre il Governo che non ha fatto altro che negare la grave situazione in cui il nostro Paese si trova. I sindacati non hanno mai negato che servono sacrifici ma va invertita la graduatoria di chi deve pagare per primo.
Ci aspettiamo che il Governo rifletta prima di varare una manovra iniqua, e chiediamo di non porre la fiducia affinché il Parlamento possa intervenire in tutti quei provvedimenti che non possono essere sempre a discapito dei soliti noti, lavoratori e pensionati.
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