Aziende Emilia Romagna: 13 milioni per incoraggiare uso fotovoltaico

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Tredici milioni con un triplice scopo: eliminare l'amianto migliorando la qualità degli ambienti di lavoro; dare una spinta alla produzione di energia da fonti rinnovabili; e far aprire nuovi cantieri in una fase di sofferenza economica. E' il bando della Regione Emilia-Romagna presentato dall'assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli. 214 le domande accolte sulle 286 presentate. Un successo che ha spinto Viale Aldo Moro ad aggiungere quattro milioni ai nove previsti inizialmente. "Quella di puntare sulla green economy – ha detto l'assessore – non è una scelta ma una necessità. Un elemento che deve entrare a far parte della carta d'identità nelle attività produttive della nostra regione". Il bando è indirizzato alle aziende per il risanamento delle strutture dell'Emilia-Romagna attraverso la rimozione o la messa in sicurezza dell'amianto ancora presente. Inoltre sarà incentivata l'installazione di pannelli fotovoltaici. In totale saranno 209 mila i metri quadrati (pari a circa il 10% dell'amianto rimosso ogni anno in regione) di tetti e coperture liberati dall'amianto e 23 mila i Kw di energia pulita prodotti dai nuovi impianti. E se questo è un intervento destinato ai privati, altri 3 milioni saranno messi a bando per una mappatura dell'efficienza energetica degli edifici pubblici su tutto il territorio regionale. "Un intervento – ha spiegato Muzzarelli – pensato come un aiuto agli enti locali che in questo modo sapranno come e dove intervenire". In particolare, le priorità saranno quelli dell'edilizia scolastica, del settore della sanità e, in generale, degli altri edifici pubblici. Una rilevazione che – indirettamente – riguarderà anche la presenza di amianto. Nel 2005, erano state segnalate 1178 strutture pubbliche aperte al pubblico con amianto. Risolte le emergenze legate all'amianto friabile (la classe 1, la più pericolosa: erano 24), al 20 febbraio restano ancora 549 edifici da bonificare. Di questi, la priorità è per le presenze di classe 2 (passate in questi anni da 768 a 330). Da lì si scenderà fino alla classe 5. "I siti rimasti da bonificare – hanno spiegato i tecnici della Regione – non presentano rischi al momento. Ma comunque devono essere monitorati annualmente".

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