Maxi rissa fra baby-gang in centro a Rimini, dallo sfottò alla lite
Pomeriggio di violenza in piazza Tre Martiri ieri poco dopo le 18.30. Coinvolti una ventina di ragazzi, che si sono presi a pugni davanti ai tanti passanti che affollavano il centro. Una piccola gang,...
Pomeriggio di violenza in piazza Tre Martiri ieri poco dopo le 18.30. Coinvolti una ventina di ragazzi, che si sono presi a pugni davanti ai tanti passanti che affollavano il centro. Una piccola gang, composta da minorenni tra i 15 e 17 anni probabilmente albanesi, ha aggredito un gruppo di ragazzi e ragazze riminesi, studenti universitari e delle superiori. Gli stranieri si sono poi dileguati all’arrivo della polizia municipale e delle Volanti chiamate in soccorso dei giovani feriti. Colpito con un pugno al volto un 18enne, che è stato portato in ospedale per una profonda ferita all’occhio. Il ragazzo ha anche sporto una denuncia formale contro gli aggressori.
Grazie alla collaborazione dei presenti, in pochi minuti la Polizia è riuscita a ricostruire l’accaduto. Le due compagnie si sarebbero incrociate lungo il corso, e il gruppo dei più grandi avrebbe cercato un chiarimento con i giovani stranieri, con cui avevano già avuto uno scontro qualche sera fa. La baby gang era infatti stata anche lunedì sera al centro di un’altra rissa, che aveva visto coinvolti due giovani proprio di quel gruppo. Lo scontro era avvenuto durante la tradizionale festa di carnevale degli istituti superiori e anche in quel caso dalle provocazioni, si era passati poi alle botte. Ad avere la peggio una ragazza, una 19enne riminese, intervenuta per difendere un amico, che ha riportato un ematoma al volto.
Secondo quanto raccontato dai riminesi, la banda non sarebbe nuova a queste provocazioni, che spesso sono rivolte a quei coetanei che hanno l’aria da bravi ragazzi. Da parte dei giovani c’è chi ha paura e chi, al contrario, non teme la gang e vorrebbe farsi giustizia da solo. L’invito da parte delle Forze dell’Ordine è quello di evitare questo tipo di risposta alle aggressioni, ma di denunciare i vari episodi nel momento in cui accadono.
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