Posta dei lettori: allagamenti Gaiofana, 'si è costruito dove non si doveva'

L'allagamento della Gaiofana, ma anche della nuova Questura e di alcuni negozi del centro storico, episodi dovuti non tanto all'eccezionalità delle precipitazioni piovose, ma a vere e proprie "specula...

A cura di Redazione Redazione
23 dicembre 2014 15:58
Posta dei lettori: allagamenti Gaiofana, 'si è costruito dove non si doveva' -
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L'allagamento della Gaiofana, ma anche della nuova Questura e di alcuni negozi del centro storico, episodi dovuti non tanto all'eccezionalità delle precipitazioni piovose, ma a vere e proprie "speculazioni edilizie", al voler costruire in zone in cui in passato si trovavano solo coltivazioni. Un nostro lettore, A.Z., denuncia scelte inopportune in sede di piani regolatori, effettuando un interessante excursus anche sulla toponomastica delle zone della città di Rimini interessate dagli allagamenti.

Buongiorno,

desidero dire 2 parole appena sugli allagamenti alla Gaiofana di Vergiano e vicende successive, ossia consiglio comunale con amministrazione che risponde "niet" a muso duro contro i residenti. Ricordo a chi ha la memoria corta che circa 20 anni fa il comune dovette pagare per la stesso fenomeno nello stesso luogo, probabilmente alle stesse persone, la non trascurabile cifra di oltre 3 miliardi di vecchie lire per non aver fatto manutenzione alle fosse. Ciò detto chiedo un attimo di maggiore attenzione. "Gaiofana" è un toponimo, ossia un nome di luogo, ma  esso deriva da un nome comune che in passato significava pressapoco "strada del fango" tanto è più vero che c'è anche una gaiofana (fana da "fanga") a Ospedaletto circa. Questo significa che quel luogo si allagherà sempre per ragioni orografiche e geologiche. La zona attigua, I Padulli, si chiamava "Palòd", ossia paludi divenuto poi "pddòl"! Tutta l'area che ha come limiti la circonvallazione, la Marecchiese, Spadarolo e il lato sinistro del colle di Covignano è area di ex paludi. Quindi non vi è rimedio, semplicemente non dovevano costruire: è un posto da coltivarci il riso e probabilmente era la sua destinazione del passato: molti e molti anni addietro mio babbo possedeva della terra non lontano da lì e si allagava sempre, esempio pratico.  Stesso discorso passando di palo in frasca per la questura che vediamo oggi sommersa da un metro d'acqua: Lagomaggio, lago Maggio: vi dice niente? Bene, lì c'era il lago più grande delle tante pozze che erano a Rimini, ed ancor oggi è zona di zanzare. Stesso discorso per i negozi che si allagano in centro: questo accade a quelli che si trovano sul tracciato della ex "fossa Patara", un rigagnolo che attraversava in passato il centro storico. Le parole chiave sono "speculazione edilizia", "dissesto idrogeologico", "incompetenza" e malafede di chi fa i piani regolatori. 

Z.A., Rimini

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