Camera di Commercio unica, dopo l'Ausl Romagna: deputato Arlotti, 'tempi maturi'
Nel testo del disegno di legge della riforma della Pubblica Amministrazione che è in fase di votazione al Senato e presto verrà inoltrato alla Camera, è stato inserito un articolo (8 bis) che riforma...
Nel testo del disegno di legge della riforma della Pubblica Amministrazione che è in fase di votazione al Senato e presto verrà inoltrato alla Camera, è stato inserito un articolo (8 bis) che riforma le Camere di Commercio riducendone il numero (quasi un dimezzamento delle attuali 105 presenti in Italia), ma contemporaneamente ne valorizza il ruolo aumentando efficienza e qualità dei servizi offerti alle imprese. Lo annuncia il deputato riminese Tiziano Arlotti.
Il testo stabilisce un tetto minimo di 80.000 aziende iscritte per le nuove Camere di Commercio e una riduzione di circa il 50% nel triennio dei contributi camerali versati dalle singole aziende. Rispetto alla proposta del Governo, già alla Camera la riduzione del contributo camerale è stata rimodulata, mentre il registro delle imprese è stato riconfermato in capo alle CCIA.
Arlotti sottolinea che per Rimini il ruolo della CCIA è stato fondamentale per realizzare opere strategiche quali la nuova Fiera, il CAAR, i Palacongressi, condividendo, accompagnando e sostenendo il processo di sviluppo di un intero territorio. Per questo, scrive in una nota, ritiene sbagliato ridurre il contributo camerale tout court, mentre annuncia al passaggio alla Camera la proposta per la determinazione di una quota fissa di contributo e una parte lasciata alla discrezionalità della singola CCIA per salvaguardarne l'autonomia rispetto alle scelte che il sistema pubblico e quello imprenditoriale intendono assumere per lo sviluppo economico delle singole realtà.
Secondo Arlotti, il processo di riordino e di riduzione del numero delle CCIA dovrà prevedere incentivi che si traducano in "premi" nella destinazione delle risorse su progetti e iniziative previste dalla legislazione nazionale.
Il deputato riminese sottolinea che la realtà romagnola ha già dimostrato di essere matura per scelte di unificazione su area vasta (trasporto pubblico locale, sanità, Consorzio di bonifica, Uffcio tecnico di bacino…) e la creazione di un sistema camerale efficiente potrà sostenere la crescita delle imprese e del nostro territorio.
In Romagna esistono oggi tre CCIA: quella di Rimini che al 2013 conta 40.752 imprese registrate, Forli-Cesena 43.554 e la CCIA di Ravenna con 41.116 imprese registrate. Complessivamente sono registrate 125.422 (pari al 27% della ER) imprese che superano abbondantemente il tetto previsto dal DDL sula riforma della PA.
Il tasso di occupazione è pari al 60,6% a Rimini, 66,9% a Forlì, 66,6% Ravenna e la incidenza di occupati nel settore dei servizi del 71,7% a Rimini, del 57,6%di Forlì-Cesena e del 60,6% a Ravenna. Il tasso di disoccupazione, sempre nel 2013 è dell' 11,5% a Rimini, del 6% a Forli-Cesena e del 9,9% a Ravenna (8,5% in Emilia-Romagna), a conferma di una spiccata prevalenza di attività di vocazione ai servizi del riminese anche se nei brevetti di nuove invenzioni, su un totale di 90 ben 54 sono registrati a Rimini (9 a FC e 27 a RA). Per Arlotti i tempi sono maturi per fare un passo importante verso la unificazione.
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