Gps nell'auto per scoprire coppia adulterina, investigatore riminese sotto processo
Mise un gps sul parafango dell'auto di un imprenditore di Rimini, al fine di conoscere i suoi spostamenti e di sorprenderlo con l'amante. Un investigatore privato riminese, ingaggiato dalla moglie del...
Mise un gps sul parafango dell'auto di un imprenditore di Rimini, al fine di conoscere i suoi spostamenti e di sorprenderlo con l'amante. Un investigatore privato riminese, ingaggiato dalla moglie del sospetto fedifrago, è sotto processo con l'accusa di interferenza illecita nella vita privata, art.615 bis del codice penale. I fatti risalgono al 2010. L'imprenditore, un 54enne, aveva messo in difficoltà l'uomo ingaggiato dalla moglie per pedinarlo. Usava berretti per nascondere i propri lineamenti e soprattutto si muoveva in auto con molta circospezione. L'investigatore decise così di fissare un gps sul parafango della vettura, usando una calamita. Potendo seguire su un computer gli spostamenti, un giorno riuscì a sorprenderlo durante una visita alla casa dell'amante, una trentenne del Nord Italia. Non era però sufficiente per avere prove del rapporto clandestino. Si portò così sul posto assieme alla moglie, pronti a fotografare i due amanti. La trentenne però si accorse di una vettura sospetta sottocasa, guardando dalla finestra. A quel punto avvisò l'imprenditore, che capì di essere pedinato da qualcuno. I sospetti divennero realtà quando l'uomo trovò il gps. Da lì la denuncia. Il legale Stefano Barbiani ha sottolineato che la condotta dell'investigatore ha violato la privacy del suo assistito, essendo stata attuata una vera e propria intercettazione ambientale non consentita dalla legge. Il giudice ha sentito lunedì in udienza un tecnico di una ditta sammarinese specializzata a cui l'imprenditore si era rivolto per avere conferme sul fatto che il dispositivo "pirata" trovato sul parafango fosse effettivamente un gps. Il tecnico ha alleggerito la posizione dell'imputato, difeso dall'avvocato Piero Venturi: utilizzato all'esterno dell'automobile e con quella configurazione, non poteva effettuare registrazioni, ma solamente rintracciare gli spostamenti della vettura. In udienza ha testimoniato anche la trentenne, che ha confermato di essere l'amante dell'imprenditore.
17.5°