Non paga la tassa dei rifiuti dal 2012, sollecito salatissimo da 100mila euro per il Cocoricò
Nuovi guai per la discoteca Cocoricò di Riccione. L'amministrazione Comunale rende noto che ammonta a quasi 100.000 euro la Tari inevasa, per gli anni 2012-2015, che la società Piramide Srl deve versa...
Nuovi guai per la discoteca Cocoricò di Riccione. L'amministrazione Comunale rende noto che ammonta a quasi 100.000 euro la Tari inevasa, per gli anni 2012-2015, che la società Piramide Srl deve versare alle casse comunali. L'importo è destinato ad aumentare, in base alle maggiorazioni previste per legge per gli anni 2014 e 2015. Dalla Piramide Srl è partita richiesta di pagamento rateale, ma – spiega il Comune di Riccione – non si è presentato ancora alcun rappresentante societario presso gli uffici Tributi per concordare gli aspetti tecnici di dilazione. I 100.000 euro si aggiungono ai 400.000 euro di Tari non pagata dalle precedenti gestioni del Cocoricò, negli anni precedenti il 2012.
Marco Palazzi della Piramide Srl fa chiarezza su quanto avvenuto, spiegando che la gestione del Cocoricò non ha assolutamente intenzione di evitare di pagare quanto dovuto. Fu il vice Sindaco Luciano Tirincanti a fare presente allo stesso Palazzi dei mancati pagamenti della Tari. La Piramide Srl il 15 gennaio 2016 ha fatto richiesta di pagamento rateale, ricevendo risposta a fine mese con lettera datata 26 gennaio, in cui si invitava il rappresentante della società a presentarsi all'ufficio tributi per definire le rate del pagamento. "Sono stato fuori dall'Italia per una decina di giorni e gli impegni quotidiani che abbiano per gestire il locale ci hanno impedito di muoverci prima – spiega Palazzi ai nostri microfoni – ma specifichiamo che nella lettera non era indicato alcun termine entro il quale presentarsi". Allarme rientrato, il Cocoricò è pronto a regolarizzare la propria posizione. Si ricorda inoltre che la Piramide Srl non ha più in gestione la discoteca.
La nota del Comune di Riccione
Ammonta a 97.651 euro l’importo relativo alla TARI che la società Piramide srl deve versare alle case comunali per gli anni 2012, 2013, 2014 e 2015.
Importo destinato a crescere per le maggiorazioni previste per legge da calcolare per gli anni 2014 e 2015.
A seguito della richiesta di rateizzo del pagamento dell’imposta presentata, da Piramide srl, società di gestione della discoteca Cocoricò, e in corso di concessione dal Comune di Riccione, ad oggi non si è presentato alcun rappresentante della società presso gli Uffici Tributi per concordare gli aspetti tecnici di dilazione.
Nello specifico per l’anno 2012 , a seguito degli accertamenti per omessa denuncia, è stata emessa un’ingiunzione fiscale che non ha ottenuto riscontro positivo in termini di pagamento. Prossimo passo l’attivazione della procedura esecutiva da parte di Sorit.
Per il 2013, dopo il sollecito di pagamento e l’accertamento per omesso versamento, si procederà all’ingiunzione fiscale e, trascorsi 60 giorni di tempo, alla procedura esecutiva. Per quanto riguarda il 2015 è stato emesso un avviso bonario.
Per il pagamento del corrispettivo della Tari relativo agli anni 2014 e 2015 si procederà con forme di recupero coercitive con una sanzione del 30% ad aggravio dell’importo previsto.
A non aver ottemperato all’obbligo di versamento dell’imposta, negli anni antecedenti il 2012 con l’ingresso della Piramide Srl, si contano altre 8 società: Perplex srl, Enco srl, Giomar srl, Starnight srl, Coco srl, Marapal srl, Bru.ma srl ed El.Ca srl. Di queste due ( Coco srl e Marpal srl sono in liquidazione).
L’importo complessivo di mancato versamento Tari a carico di queste società ammonta ad oltre 400mila euro.
Per l’Amministrazione Comunale “si tratta di una cifra importante, di cui 100mila solo a carico della Piramide srl, che va ad incidere in maniera consistente, oltre che sulle casse comunali, anche sull’immagine stessa della città che necessità di imprese sane e operose.
Il Comune è pronto a supportare in ogni modo tutte le imprese, a patto che queste dimostrino disponibilità a lavorare con e per la comunità tutta, e quindi in primis adempiendo ai loro doveri tributari. Fare impresa è anche un dovere sociale oltre che un grande impegno privato",
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