Legittima difesa in casa propria, pene più severe per i ladri: iniziata raccolta firme nel riminese
Modificare la legittima difesa e proporre pene più severe per la violazione del domicilio: anche nei comuni della Provincia di Rimini è partita la raccolta firme per la proposta di legge popolare che...
Modificare la legittima difesa e proporre pene più severe per la violazione del domicilio: anche nei comuni della Provincia di Rimini è partita la raccolta firme per la proposta di legge popolare che miri a modificare gli articoli 55 e 614 del codice penale. Promotore dell'iniziativa Italia dei Valori: serviranno 50.000 firme per rendere valida la proposta di legge che però non entrerà automaticamente in vigore. Il fatto che ci siano 51.000 firme o un milione, non sposta l'ago della bilancia: saranno poi le forze politiche a doverla prendere in considerazione e a farla votare in Parlamento. Ma “raffreddiamo” gli entusiasmi: il tema della legittima difesa è fortemente dibattuto dall'opinione pubblica e una modifica dovrebbe essere valutata e ponderata dalle forze politiche in automatico, senza che sia necessaria una raccolta firme.
Ciò detto, è possibile firmare la proposta di legge presso le segreterie generali dei comuni di residenza (è consigliabile prima di informarsi telefonicamente). Precisazione: è una proposta di legge, non un referendum. Il referendum è lo strumento in mano ai cittadini che può produrre effetti diretti senza l’intervento del Parlamento: i cittadini esprimono una loro volontà, ma in Italia attraverso il referendum si può solamente abrogare una legge già in vigore, non introdurre una nuova legge. Tornando alla proposta di legge popolare presentata da Italia dei Valori, essa prevede la modifica dei due articoli.
In primo luogo la violazione di domicilio è reato che vedrebbe aumentata la pena massima fino a 6 anni, 7 con violenza su cose e persone (si precisa: il ladro che entra in casa e spinge il padrone di casa per scappare prenderebbe fino a 7 anni, quello che spacca il naso al padrone di casa deve rispondere, oltre che della violazione di domicilio anche di rapina, lesioni ecc.). In secondo luogo per il reato di violazione di domicilio si chiede la procedibilità d'ufficio e non la querela della parte offesa. Infine, modifica che sta molto a cuore alla cittadinanza, chi automaticamente entra in casa altrui violando il domicilio non può avanzare richiesta di risarcimenti per qualsiasi tipo di danno subito. E anche qui la precisazione è doverosa: un comma simile rischierebbe di non passare al vaglio della Corte Costituzionale.
Infine la modifica dell'art.55 prevede l'esclusione dell'eccesso colposo in legittima difesa in caso di intervento in difesa di beni e persone. In sostanza in presenza di elementi che configurano la difesa personale o di beni, la reazione del padrone di casa sarebbe sempre legittima. Laddove non si configurasse la difesa di persone o beni, il padrone di casa sarebbe a rischio di denuncia per il suo atto. L'intenzione dei promotori della legge popolare è infatti quella di garantire più tutela al cittadino, evitando di alimentare la cultura dello "sceriffo fai da te".
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