Dal Giappone si trasferì a Rimini per il mare e la cucina: addio Takao, riminese d'adozione da 20 anni

Un viaggio a Roma e un pranzo in trattoria cambiarono la sua vita, convincendolo a trasferirsi in Italia. La scelta ricadde su Rimini, città che con Montefiore lo ha ospitato con la sua famiglia per p...

A cura di Redazione Redazione
09 settembre 2016 13:36
Dal Giappone si trasferì a Rimini per il mare e la cucina: addio Takao, riminese d'adozione da 20 anni -
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Un viaggio a Roma e un pranzo in trattoria cambiarono la sua vita, convincendolo a trasferirsi in Italia. La scelta ricadde su Rimini, città che con Montefiore lo ha ospitato con la sua famiglia per più di 20 anni. Venerdì 9 settembre è scomparso Takao Onoda, 65 anni, originario del Giappone, ma ormai riminese doc, anche se lui era solito dire, indicando le vene delle braccia: "Vorrei avere più sangue italiano, dovrò bere ancora Sangiovese". Fece una piccola comparsa, nel ruolo del giapponese cattivo, nel film culto "Rimini Rimini". Lavorava in Giappone come responsabile creativo di una grande azienda di abbigliamento, viaggiava per il mondo, ma a Roma si innamorò dell'Italia. In una trattoria consumò un ottimo pasto con code alla vaccinara e vino rosso, si appisolò sul tavolo a lungo, senza essere disturbato. Al risveglio maturò la decisione: affittare la casa di Tokyo e trasferirsi con la moglie Kyoko in una città di medie dimensioni, con il mare e una buona gastronomia. Scelse Rimini grazie a un depliant che mostrava la spiaggia e bagnanti in costume, convinto che sulla Riviera il sole splendesse tutto l'anno. Nella nostra città si trovò subito a suo agio, continuando a lavorare come consulente di moda, raccontando i segreti di realizzazione delle calzature prodotte in Italia, considerate le più raffinate al mondo. Takao si mostrò entusiasta del rapporto caloroso instaurato con i riminesi, senza le rigide formalità dei giapponesi, ma soprattutto del vino e della cucina romagnola. Successivamente si trasferì con la moglie nell'entroterra, vicino a Montefiore Conca, venendo anche qui accolto con calore e affetto. 

La storia di Takao ci è stata raccontata da un suo conoscente e nostro lettore, Moreno, che ringraziamo per avere condiviso questa bellissima storia. Lasciamo a lui le ultime parole per Takao: "Ci mancherà a tutti noi che abbiamo avuto il privilegio della sua conoscenza, mancherà alla nostra città che amava profondamente. Sapeva apprezzare come pochi le cose belle che la nostra terra sapeva donare e amava in egual misura i difetti di noi italiani al punto quasi di desiderarne un po' anche lui".

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