Uno bianca, ventisei anni dopo il massacro. Savi vuole pubblicare un libro autobiografico

Un dipinto astratto fatto con ritagli di giornale e titoli dell'epoca, coperti da una prevalenza di color rosso sangue e alcuni raggi bianchi e altri rossi. E' il modo con cui il procuratore aggiunto...

A cura di Redazione Redazione
04 gennaio 2017 14:20
Uno bianca, ventisei anni dopo il massacro. Savi vuole pubblicare un libro autobiografico -
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Un dipinto astratto fatto con ritagli di giornale e titoli dell'epoca, coperti da una prevalenza di color rosso sangue e alcuni raggi bianchi e altri rossi. E' il modo con cui il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini, magistrato che coordinò le indagini e condusse l'accusa nei processi contro la Banda della Uno Bianca, attraverso la pittura ha provato a imprimere in un ricordo i fatti di quegli anni: il gruppo criminale guidato dai fratelli Savi tra il 1987 e il 1994 uccise 24 persone e ne ferì cento, tra Bologna, Rimini e le Marche. "Ho cercato solo di trasmettere quelle drammatiche emozioni che in me permangono fortissime pur a distanza di tanti anni da quei tremendi fatti", ha spiegato Giovannini, nel giorno del 26/o anniversario della Strage del Pilastro, dove la banda assassinò tre giovani carabinieri, Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini. 

"Cosa può dire Savi? Noi abbiamo gente che lui ha ferito e che ancora si sta curando in ospedale". Lo ha detto Rosanna Zecchi, presidente dell'associazione Familiari Vittime della Uno bianca, rispondendo ai cronisti sull'intenzione di Fabio Savi, uno dei killer della banda, di pubblicare una autobiografia che ha scritto in carcere, come riportato oggi dal quotidiano Qn. "Può fare quello che vuole, noi non lo accettiamo e dopo tanto tempo è il caso di smetterla, non se ne può più – ha detto ancora Zecchi a margine della cerimonia con cui a Bologna è stato commemorato il 26esimo anniversario dell'eccidio dei tre carabinieri al Pilastro – ogni anno ci rovinano le cerimonie con queste cose, il libro o qualcos'altro. Hanno fatto tanto male e devono pagare per quello che hanno fatto". Rosanna Zecchi ha aggiunto che, se il libro dovesse uscire, lo leggerà per poi contestare ciò che c'è scritto. La notizia che Fabio Savi, rinchiuso nel carcere di Spoleto dove sta scontando l'ergastolo, stava scrivendo una autobiografia dal titolo 'Ancora vivo' era emersa già nell'autunno 2015, quando 'il lungo' della banda aveva anche denunciato di subire in carcere vessazioni, controlli e perquisizioni continue. (Fonte Ansa).

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