Il ritorno di Bubana, al grattacielo apre un'officina alimentare. Non dimentica le cantinette: 'ora è solo caos'

Il prossimo 16 marzo tornerà, più carico che mai, con la sua ultima creatura: il “Pizzicagnolo. Officina alimentare” che sorgerà a fianco il grattacielo. Lui è Roberto Filippi, in arte “Bubana”, il pr...

A cura di Redazione Redazione
25 febbraio 2017 13:51
Il ritorno di Bubana, al grattacielo apre un'officina alimentare. Non dimentica le cantinette: 'ora è solo caos' -
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Il prossimo 16 marzo tornerà, più carico che mai, con la sua ultima creatura: il “Pizzicagnolo. Officina alimentare” che sorgerà a fianco il grattacielo. Lui è Roberto Filippi, in arte “Bubana”, il precursore della movida riminese che, dunque, ha ancora tanta voglia di sorprendere. “L’idea è nata riprendendo la storia dei vecchi alimentari romani, dove si andava a comprare il pane, i salumi, la frutta e la verdura ma si poteva bere anche un caffè e soddisfare un po’ tutte le esigenze del quotidiano. Il tutto rivisitato in chiave moderna, secondo le tendenze delle grandi capitali europee. Un luogo nel quale sarà possibile fare la spesa, sorseggiare un buon espresso nell’area caffetteria o gustare qualche piatto perché faremo anche piccola cucina”. Filo conduttore del nuovo locale la qualità. “Oggi più che mai, e giustamente, i clienti vogliono mangiare bene e sano. Noi crediamo sia un diritto e non un lusso, come qualcuno vorrebbe far credere. Per questo proporremo prodotti di qualità a un prezzo accessibile. Utilizzeremo farine biologiche 1 e 2 con le quali produrremo pane e pasta, la frutta e la verdura saranno bio, i salumi verranno prodotti da maiali allevati esclusivamente al pascolo e rigorosamente senza nitrati o addensanti. Collaboreremo quasi esclusivamente con aziende locali, il tonno invece ci verrà fornito da un produttore salentino che pesca nel rispetto dell’ambiente, dunque non in modo invasivo”. Dal presente al passato. Un passo indietro per ripercorrere come è nato il tutto, la passione per i locali e le nuove tendenze, è d’obbligo. “Come spesso accade è cominciato quasi tutto per caso, nel 1990, con l’apertura del Perestroika nella parte invernale del Velvet dove lavoravo come buttafuori. Era un’osteria dove si mangiava e poi si faceva baracca ballando sui tavoli. Poi c’è stata l’esperienza di due discoteche rock particolari, non in linea con il periodo. Venendo dallo Slego di Viserba proponevamo musica differente rispetto alla dance o tecno molto in voga nei locali classici. Molto è dipeso dalle mie passioni, quella per la musica, per il buon cibo e il buon bere, per le osterie che frequentavo da ragazzino, chiaramente seguendo una linea di modernità”. Nel corso degli anni sono stati numerosi i locali, e le esperienze, che hanno visto Bubana protagonista. Alcune di queste non possono che essere ricordate con particolare affetto. “Oltre al Perestroika, il primo amore non si scorda mai, penso al Bagdad Cafè, una discoteca a Viserba che ha riscosso un grande successo. Cito poi la Saraghina in via Pascoli, con la quale abbiamo rilanciato il fritto di pesce e, naturalmente, la Taverna della Vecchia Pescheria. Questi sono i quattro locali che più hanno segnato la mia esperienza”. Non meno importante, a livello lavorativo, il periodo nella Capitale dal 2009 al 2013. “Sono sempre stato curioso, mi è semprepiaciuto conoscere e sperimentare cose nuove. In quel periodo avevo bisogno di trovare nuovi stimoli e in questo senso nelle grandi città è possibile fare e scoprire cose differenti alle realtà più piccole, per determinate situazioni la provincia arriva dopo. Da parte mia ho portato a Roma le nostre cose, dunque piada, sardoni e pesce fritto”. Tornando a Rimini, eccezion fatta per alcuni ritrovi storici, c’è un grande ricambio in termini di locali. E anche la situazione alla “vecchia pescheria” è ben differente rispetto a qualche lustro fa. “Ai miei tempi, con l’amico Claudio Carlini dell’Osteria della Piazzetta, c’era una situazione più ordinata, pulita, e nei locali si era soliti servire prodotti di un certo tipo. Nel corso degli anni, complice la liberalizzazione delle licenze, tutto è diventato più caotico. Si è lasciato troppo spazio all’improvvisazione, in alcune situazioni la quantità prevale sulla qualità, si vendono alcolici a prezzi da discount. Per la bellezza e l’importanza che tale luogo riveste per la nostra città, credo sia necessaria un’inversione di tendenza, tale area andrebbe maggiormente tutelata”. Appuntamento, dunque, tra poche settimane dal “Pizzicagnolo” dove sarà possibile trovare una chicca riguardante il prodotto romagnolo più conosciuto a livello mondiale. “Seguendo la storia, con un’amica abbiamo inventato un nuovo tipo di piada. Le materie prime sono arrivate da Bisanzio e la tecnica di cottura sarà quella utilizzata agli albori. E oltre a quanto già anticipato ci sarà spazio per la sperimentazione, proporremo anche corsi di cucina. Insomma, non ci faremo mancare nulla”.

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