Nuove restrizioni per il Mojito Beach di Riccione, la gestione non ci sta: "Illegittimo"

La gestione ha presentato istanza in autotutela per ottenere l'annullamento dell'ordinanza della sindaca

23 agosto 2026 12:57
Nuove restrizioni per il Mojito Beach di Riccione, la gestione non ci sta: "Illegittimo" - Mojito Beach
Mojito Beach
Condividi

La sindaca di Riccione Daniela Angelini, ieri mattina (22 agosto), ha firmato una nuova ordinanza che limita l'orario di somministrazione di alimenti e bevande al Mojito Beach di Riccione. Fino al 30 agosto il locale in sostanza potrà rimanere aperto solo dalle 7.30 alle 23. La gestione del Mojito ha presentato istanza in autotutela, attraverso il proprio legale, l'avvocato Massimiliano Orrù, per ottenere l'annullamento dell'ordinanza. Nel contempo, dalla gestione, arriva un commento attraverso una nota stampa, nella quale si definisce il nuovo provvedimento "assolutamente illegittimo e discriminatorio".

La gestione ricostruisce così l'accaduto: "Il provvedimento muove da un esposto del Silb con cui si lamentava il fatto che nella serata del 21 agosto il Mojito avrebbe organizzato un evento non autorizzato, così si legge anche nella pagina facebook della sindaca. Per questo motivo abbiamo chiesto l'accesso agli atti atteso che la circostanza è semplicemente falsa, lo stesso Silb era a conoscenza del fatto che il Mojito la sera del 21 sarebbe rimasto addirittura chiuso".

"Il Mojito fa esattamente ciò che fanno gli altri locali della zona - spiega la gestione - ma rispetto ad alcuni l'unica differenza attiene all'orario, nel senso che mentre lui concentra le sue attività in prima serata, altri fanno le stesse cose nel pomeriggio".

"Questa è l'unica differenza - prosegue la nota - ma poiché ad essere vietata è la tipologia di attività, non si comprende per quale motivo è stato colpito solamente il Mojito. In altri locali si sono verificati fatti di cronaca che hanno comportato l'intervento delle Forze dell'ordine, cosa mai avvenuta al Mojito, così come hanno pubblicizzato e svolto eventi danzanti non autorizzati. Per questi motivi nella nostra memoria abbiamo chiesto al sindaco di conoscere quali altri locali siano stati destinatari di analoghi accertamenti, se siano state documentate le attività svolte al loro interno e che sono di dominio pubblico, se siano quindi stati assunti provvedimenti sanzionatori analoghi a quelli rivolti al Mojito, posto che appunto il problema non è da ricondurre all'orario ma al tipo di attività svolta".

"La conclusione del provvedimento assunto nei confronti del Mojito è ancora più aberrante se si considera che arriva a limitare, consentendola solo fino alle 23, l'attività di ristorazione e non la diffusione della musica che potrebbe proseguire oltre con buona pace della quiete pubblica che avrebbe ispirato il provvedimento", chiosa la nota.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail