Ospedale da 200 milioni a Pesaro, polemica sul nuovo sito: “Area a rischio alluvioni”

Il nuovo nosocomio previsto nel quartiere Muraglia, vicino a zone classificate a rischio idrogeologico elevato. Comitato cittadino all’attacco: “Scelta pericolosa e costosa”

A cura di Glauco Valentini Redazione
15 maggio 2026 10:30
Ospedale da 200 milioni a Pesaro, polemica sul nuovo sito: “Area a rischio alluvioni” - Il rendering del nuovo o
Il rendering del nuovo o
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Continua a far discutere il progetto del nuovo ospedale di Pesaro, opera da oltre 200 milioni di euro destinata a diventare la più grande infrastruttura sanitaria mai realizzata nelle Marche. La struttura dovrebbe sorgere nel quartiere Muraglia, un’area che secondo documenti tecnici e piani idrogeologici confina con zone a rischio esondazione elevato (R3) e molto elevato (R4).

La scelta dell’area è stata approvata da Regione Marche e Comune di Pesaro sulla base di una relazione tecnica del 2021, che ha preferito Muraglia all’alternativa di Case Bruciate per motivi logistici, urbanistici e sanitari. Tra i vantaggi indicati, la vicinanza ai reparti già esistenti di Radioterapia e Medicina Nucleare.

Ma il progetto è contestato da un comitato cittadino che denuncia criticità ambientali e rischi per la sicurezza pubblica. Secondo gli oppositori, Muraglia sarebbe un “imbuto naturale” tra il Monte Ardizio e il torrente Genica, già colpito negli anni da frane e alluvioni, compresa quella del maggio 2023 che provocò gravi danni in città.

Nel frattempo sono già partite le demolizioni di alcuni edifici del vecchio ospedale, nonostante manchi ancora il progetto esecutivo definitivo. Le contestazioni riguardano anche i costi dell’opera, saliti dai 150 milioni inizialmente previsti agli oltre 200 milioni attuali, oltre all’impatto urbanistico e agli scavi previsti per realizzare parcheggi interrati in un’area con falda acquifera superficiale.

Il comitato sostiene che il sito alternativo di Case Bruciate, classificato a rischio idrogeologico moderato (R1), sarebbe stato più sicuro e meno problematico sotto il profilo tecnico e ambientale.

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