Permesso rosa, Marcello (FdI): “Serve un riconoscimento uniforme in Emilia-Romagna”

Il consigliere regionale presenta un’interpellanza alla Giunta per superare le incertezze sulla validità del contrassegno per donne in gravidanza e genitori con bambini fino a due anni

29 luglio 2026 12:21
Permesso rosa, Marcello (FdI): “Serve un riconoscimento uniforme in Emilia-Romagna” - Nicola Marcello
Nicola Marcello
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Il “permesso rosa” deve essere riconosciuto in modo uniforme in tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna. È la richiesta avanzata dal consigliere regionale Nicola Marcello, del gruppo Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni, attraverso un’interpellanza rivolta alla Giunta regionale.

Il contrassegno, previsto dall’articolo 188-bis del Codice della Strada, consente alle donne in gravidanza e ai genitori con bambini fino a due anni di sostare negli appositi stalli riservati. Il rilascio è affidato al Comune di residenza, ma secondo Marcello permangono ancora importanti dubbi sulle modalità di utilizzo al di fuori del territorio comunale.

La norma nazionale, infatti, prevede un regolamento attuativo che non è stato ancora completato: ad oggi è stata definita soltanto la segnaletica degli spazi dedicati, mentre restano da chiarire le regole sulla validità del permesso.

“Si è creata una situazione a macchia di leopardo – sottolinea Marcello – con Comuni che adottano interpretazioni differenti. Non è chiaro se il contrassegno rilasciato da un’amministrazione comunale sia valido anche negli altri territori”.

Secondo il consigliere regionale, l’incertezza rischia di penalizzare soprattutto le donne in gravidanza che devono spostarsi fuori dal proprio Comune, ad esempio per raggiungere ospedali o punti nascita. “Una situazione frequente – evidenzia – considerando l’organizzazione dei servizi sanitari sul territorio, e che può creare difficoltà proprio nei momenti in cui il sostegno dovrebbe essere maggiore”.

Nell’interpellanza Marcello chiede quindi alla Regione se sia a conoscenza delle criticità legate alla validità del permesso rosa e se intenda farsi portavoce presso il Governo e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per arrivare a una disciplina nazionale più chiara.

Tra le ipotesi indicate anche quella di una piattaforma unica sul modello del CUDE, il contrassegno per le persone con disabilità, che consenta una gestione uniforme delle autorizzazioni.

Nel frattempo, il consigliere propone alla Regione di promuovere un accordo tra i Comuni emiliano-romagnoli per il reciproco riconoscimento del permesso rosa su tutto il territorio regionale, con particolare attenzione alle aree vicine a ospedali e punti nascita.

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