Quarant’anni di vacanze, Paolo Pozzi è “Ambasciatore di Riccione nel mondo”
Dal 1986 torna ogni estate nella Perla Verde: prima le notti in discoteca, poi le vacanze con la famiglia e l’immancabile passeggiata sul lungomare
La prima volta a Riccione era arrivata prima della leva militare, nel 1986. Da allora, Paolo Pozzi, classe 1966, originario di Busto Arsizio e residente a Cermenate, in provincia di Como, non ha più smesso di tornare. Quarant’anni dopo, il suo legame con la città è stato riconosciuto ufficialmente con il titolo di "Ambasciatore di Riccione nel mondo". A consegnargli il riconoscimento, ieri mattina al Palazzo del Turismo, è stato l’assessore al Turismo Mattia Guidi.
Nel corso degli anni Riccione è diventata una presenza fissa della sua vita, tra brevi fughe, weekend e soggiorni estivi. Una passione che Pozzi ha trasmesso anche ad amici e conoscenti, coinvolgendoli nelle sue vacanze in Riviera. Poi è arrivata la famiglia: nel 1998 il matrimonio con Valeria, quindi le figlie Lucrezia, nata nel 2001, e Olimpia, nel 2008. Per loro le vacanze hanno seguito un rito ormai consolidato, con madre e figlie al mare già da giugno e Paolo pronto a raggiungerle nei fine settimana per gli impegni di lavoro.
Anche gli alberghi raccontano questa lunga storia. Dalla prima casa lungo la Statale Adriatica, la famiglia è passata all’Hotel Adriatica e poi all’Hotel Parco. Riccione è rimasta un punto fermo anche nel percorso professionale di Pozzi, che lavora nel settore automobilistico e si occupa dell’organizzazione di tour ed eventi in Europa per marchi come Mercedes e Porsche. Una passione che guarda anche alle auto d’epoca e che si lega alla posizione della città, vicina ai circuiti della Motor Valley e della Riders’ Land.
Nei suoi ricordi ci sono anche i luoghi della Riccione degli anni Ottanta e Novanta. Le serate al Pascià, al Byblos e alla Villa delle Rose, seguite dalla sosta allo studio Fotoclick di viale Ceccarini per cercare tra i provini le fotografie della notte precedente. Poi le cene al Canasta, le piadine da Romano e le scarpe da Crispino.
Oggi, però, il rito che resta più importante è un altro: la passeggiata sul lungomare insieme alla moglie. Un’abitudine che Pozzi continua a vivere ogni volta che torna in città, tra la luce del mattino e quella del tramonto. È lì che, dopo quarant’anni, Riccione continua a essere per lui una parte della storia della propria famiglia.
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