Rapina a Rimini: il 17enne in lacrime chiede scusa, il 20enne accusato anche di sequestro resta in carcere
Entrambi sono accusati di rapina aggravata in concorso

I due giovani arrestati per aver rapinato una gioielleria nel centro storico di Rimini sabato mattina, hanno reagito in modi diversi davanti ai giudici. Il ventenne rimane in carcere, mentre il diciassettenne è stato posto agli arresti domiciliari.
Il minorenne, in lacrime, si è pentito e ha collaborato con le autorità, chiedendo scusa al gioielliere, ai genitori e alla polizia. È stato trovato con 13 orologi del valore di circa 60.000 euro e ha fornito la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio, ottenendo così la permanenza domiciliare.
Il ventenne, invece, ha scelto di non rispondere alle domande del giudice e resta in carcere. È accusato anche di sequestro di persona aggravato, avendo legato il gioielliere e la commessa con fascette da elettricista durante la rapina.
Entrambi sono accusati di rapina aggravata in concorso. La decisione del giudice è stata condizionata dalla premeditazione del colpo e dalla violenza usata dal ventenne durante la rapina.