Rapina brutale a colpi di casco a Marebello: due ventenni raggiunti da misure cautelari

Le indagini hanno permesso di identificare i presunti aggressori. Uno dei due era in possesso di scacciacani, armi giocattolo e mazze con simboli estremisti

A cura di Redazione Redazione
01 agosto 2026 10:47
Rapina brutale a colpi di casco a Marebello: due ventenni raggiunti da misure cautelari  -
Condividi

Rapina brutale a colpi di casco a Marebello: due ventenni raggiunti da misure cautelari Una lite tra gruppi di ragazzi, poi l'escalation di violenza culminata in un pestaggio che ha ridotto un giovane in fin di vita. A distanza di oltre un mese dall'aggressione avvenuta nella notte del 13 giugno a Marebello, la Squadra Mobile di Rimini ha identificato i presunti responsabili: si tratta di due ventenni, destinatari di misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari.

Gli agenti hanno eseguito venerdì i provvedimenti emessi dal Tribunale di Rimini. Per entrambi è stato disposto l'obbligo di dimora nel comune di Rimini, con permanenza nella propria abitazione dalle 20 alle 7, oltre al divieto di avvicinarsi alla vittima e ad altri tre giovani presenti durante l'aggressione. Il divieto, fissato entro un raggio di un chilometro, è accompagnato dall'applicazione del braccialetto elettronico e dal divieto assoluto di qualsiasi contatto, anche tramite telefono o social.

Secondo la ricostruzione investigativa, la violenza sarebbe scoppiata dopo un acceso confronto tra due gruppi di coetanei. I due indagati avrebbero dapprima intimidito il ragazzo con minacce, schiaffi e spinte, per poi sottrargli il casco da motociclista. A quel punto, utilizzando un altro casco come arma, lo avrebbero colpito più volte alla testa e al volto.

Le conseguenze sono state gravissime. Il giovane ha riportato fratture multiple e traumi tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva dopo aver perso conoscenza. La prognosi è stata superiore ai 40 giorni. L'indagine della Squadra Mobile ha consentito di ricostruire nei dettagli quanto accaduto grazie all'analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, ai riscontri ottenuti attraverso i social network, alle testimonianze raccolte e al riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima e da altri presenti.

Nel valutare la misura cautelare, il gip ha tenuto conto della giovane età dei due indagati e dell'assenza di precedenti penali, ritenendo sufficienti provvedimenti meno restrittivi rispetto alla custodia in carcere. Nella giornata di sabato gli investigatori hanno inoltre eseguito perquisizioni delegate dalla Procura. Durante i controlli, nell'abitazione di uno dei due ventenni sono state sequestrate diverse pistole scacciacani e armi giocattolo prive del tappo rosso, oltre ad alcune mazze da baseball decorate con simboli riconducibili all'estremismo, tra cui l'effigie Mussolini e scritte fasciste.

L'operazione rientra nell'intensificazione dei servizi di contrasto ai reati contro il patrimonio e alla criminalità diffusa predisposta dalla Questura di Rimini per il periodo estivo, con pattuglie della Squadra Mobile impegnate quotidianamente anche in abiti civili su tutto il territorio provinciale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail