Riccione: polemica sulle concessioni balneari. Tensione tra Pd e Fratelli d'Italia
La lotta per la tutela degli operatori balneari scatena accese polemiche tra partiti politici
La decisione di mettere a gara le concessioni balneari sulla costa Romagnola, guidata dal Partito Democratico, ha scatenato un acceso dibattito. L’Onorevole Beatriz Colombo della Camera dei Deputati critica aspramente questa mossa, accusando il Pd di mettere in difficoltà i gestori balneari, citando l’esempio di Rimini e l’addizionale Irpef a Riccione.
Fratelli d’Italia, attraverso il Capodelegazione al Parlamento Europeo Carlo Fidanza, ha sostenuto la tutela delle imprese balneari. Fidanza ha richiesto la proroga delle concessioni fino al 2024, in attesa di una riforma completa e della conferma della scarsità delle risorse naturali, essenziale secondo la direttiva Bolkestein.
La Sindaca di Riccione, Daniela Angelini, difende la decisione del suo comune, sostenendo che è stata un’azione responsabile per garantire continuità nel servizio offerto. Angelini respinge le accuse di Colombo, sostenendo che la mancanza di direttive concrete da parte del governo ha costretto i comuni ad agire autonomamente.
Il dibattito si accende: da una parte, il Pd sostiene la gara come strumento di regolamentazione, mentre Fratelli d’Italia propone la proroga delle concessioni come misura di tutela economica. La mancanza di direttive governative chiare sembra aver spinto i comuni a prendere decisioni indipendenti per garantire la continuità del settore.
La polemica evidenzia la necessità di una normativa comprensibile e di azioni definitive da parte del governo per fornire certezze agli operatori balneari, elementi fondamentali per un settore di cruciale importanza economica e di prestigio internazionale.
11.4°