Ricerca e sostenibilità: al Tecnopolo di Rimini si studia il futuro del pianeta

Il team del Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna sviluppa soluzioni innovative per il recupero delle risorse e la riduzione dell’impatto ambientale

A cura di Grazia Antonioli Redazione
09 gennaio 2026 11:15
Ricerca e sostenibilità: al Tecnopolo di Rimini  si studia il futuro del pianeta - Foto di repertorio
Foto di repertorio
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Al Tecnopolo di Rimini opera da anni un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna che lavora su uno dei temi più centrali per il futuro del pianeta: la sostenibilità ambientale. Si tratta del team del Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”, presente a Rimini fin dalla nascita del Tecnopolo di via Dario Campana e oggi impegnato nello sviluppo di soluzioni innovative per il recupero delle risorse e la riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane. Il gruppo fa parte del CIRI Frame - Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale “Fonti Rinnovabili, Ambiente, Mare ed Energia” e ha maturato una solida esperienza nello studio dei rifiuti e del loro recupero, con particolare attenzione a materiali preziosi e sempre più strategici, come le terre rare, contenute ad esempio nei veicoli a fine vita e nei dispositivi elettronici dismessi. Recuperare queste risorse significa ridurre lo sfruttamento di nuove materie prime e contribuire a un’economia più circolare e sostenibile. In questo ambito sono allo studio alcune soluzioni tecnologiche che potranno in futuro fornire processi di selezione delle materie prime critiche da materiali di scarto di grande utilità per migliorare l’autonomia del nostro paese dai fornitori di Terre Rare o altre materie prime. Accanto alla ricerca in laboratorio, il team studia anche i flussi globali delle risorse, analizzando come e quanto queste siano disponibili oggi e quali criticità potrebbero emergere in futuro. Un lavoro che aiuta a comprendere meglio le sfide ambientali ed economiche legate alla transizione ecologica. Un altro ambito di grande interesse riguarda la valutazione dell’impatto ambientale di prodotti e processi industriali attraverso il Life Cycle Assessment (LCA).

In termini semplici, si tratta di uno strumento che permette di misurare gli impatti ambientali, ad es. quante emissioni, quanta acqua e quanta energia vengono utilizzate lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto. Un supporto sempre più richiesto dalle imprese per migliorare la sostenibilità delle proprie attività e per ottenere certificazioni ambientali. Il laboratorio del Tecnopolo è inoltre dotato di strumentazioni per analizzare residui industriali e monitorare l’ambiente, con particolare attenzione agli inquinanti emergenti, sostanze non ancora sottoposte a controlli di routine, ma il cui potenziale dannoso per ecosistemi e salute è stato recentemente messo in evidenza. Negli ultimi due anni l’attività del gruppo è stata particolarmente intensa: oltre 40 pubblicazioni scientifiche internazionali, due brevetti, numerosi progetti di ricerca europei e nazionali – compresi quelli finanziati dal PNRR – e collaborazioni con aziende private e istituzioni. Tra queste anche il supporto tecnico-scientifico al Joint Research Centre della Commissione Europea e una partnership con la Provincia di Rimini, a conferma del forte legame con il territorio. Il Tecnopolo di Rimini è grazie al CIRI FRAME e al Dipartimento di Chimica Industriale un punto di riferimento sul territorio Riminese per la Ricerca Applicata in ambito Ambientale ed Energetico anche grazie alle collaborazioni sviluppate con la Fiera ECOMONDO.

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