Riminese licenziato da MediaWorld, il Tribunale ribalta tutto: "Accuse di molestie senza prove"
Un biglietto alla collega non basta per il licenziamento
Il Tribunale di Forlì ribalta il licenziamento: accuse troppo generiche, risarcimento per l’ex dipendente MediaWorld
Il Tribunale di Forlì ha dichiarato illegittimo il licenziamento di un lavoratore riminese impiegato presso il punto vendita di Forlì di MediaWorld (Mediamarket S.p.A.), condannando l’azienda a versare un’indennità pari a 18 mensilità oltre al rimborso delle spese legali.
La decisione, firmata dal giudice del lavoro Agnese Cicchetti, ha ribaltato una precedente ordinanza, evidenziando la fragilità delle accuse più gravi. In particolare, è stata annullata la contestazione di molestie perché ritenuta troppo generica e priva di riferimenti temporali precisi, elemento che ha compromesso il diritto di difesa del lavoratore.
È rimasto solo un episodio ritenuto inopportuno – la consegna di un biglietto pubblicitario a una collega – giudicato però non sufficiente a giustificare il licenziamento dopo 15 anni di servizio senza precedenti disciplinari.
Il Tribunale ha quindi riconosciuto la sproporzione della sanzione, escludendo le accuse principali e disponendo un risarcimento economico senza reintegro.
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