Rimini, il cuore batte per l'Ucraina: in 400 in piazza per chiedere la pace
Candele e preghiere: Rimini si stringe alla comunità ucraina nel quarto anno di guerra
"Slava Ukraini. Gloria all’Ucraina". Il grido della comunità ucraina risuona in piazza Cavour e piazza Malatesta, dove oltre 400 persone si sono ritrovate ieri sera per chiedere il cessate il fuoco, nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto. Bandiere, candele accese e momenti di raccoglimento hanno segnato la manifestazione.
Preghiere e canti per la pace anche in Duomo e in altre chiese cittadine, così come alla Caritas Diocesana di Rimini, da tempo gemellata con quella ucraina di Volyn.
Dopo quattro anni la pace tra Ucraina e Russia appare ancora lontana. Il bilancio è pesantissimo: quasi 2 milioni tra morti, feriti e dispersi. E continua l’esodo.
Nel 2022 la provincia di Rimini fu tra le prime in Emilia-Romagna per numero di rifugiati accolti: quasi 5mila, spinti anche dalla presenza di una delle comunità ucraine più numerose della regione. Molti erano donne e bambini, ospitati da parenti, parrocchie, hotel e strutture del territorio.
Tra 2023 e 2024 parte dei profughi è rientrata nelle zone più sicure dell’Ucraina, mentre nuovi arrivi – in numeri più contenuti – hanno raggiunto la provincia, compresi diversi uomini ricongiunti alle famiglie. Dal 2022 a oggi oltre 8mila cittadini ucraini hanno ottenuto qui il permesso di soggiorno per protezione temporanea: quasi un terzo dei 26mila accolti in tutta l’Emilia-Romagna.
"La città ha dato prova di una straordinaria accoglienza – sottolinea Domenica Morra, presidente dell’associazione Italia–Ucraina Maidan alla stampa locale–. In questi quattro anni la catena di aiuti e donazioni da Rimini verso l’Ucraina non si è mai interrotta".
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