Rimini, pensioni e precarietà: CGIL e SPI rilanciano le proposte di legge su appalti e sanità
Dall’Osservatorio SPI Emilia-Romagna emerge un quadro di fragilità economica nella provincia riminese
Numeri che non possono lasciare indifferenti – le proposte popolari di Legge su appalti e sanità diventano centrali per riequilibrare il Paese
Lo scorso 18 maggio è stato presentato l’Osservatorio SPI Emilia-Romagna “Il sistema pensionistico e le sue determinanti” a cura di IRES. Il rapporto ha offerto una lettura articolata del sistema pensionistico regionale e delle sue componenti, mettendo in relazione demografia, mercato del lavoro e reddito pensionistico, per orientare anche politicamente interventi di tutela e servizi sul territorio. A livello regionale lo studio segnala un quadro di invecchiamento generalizzato della popolazione, una denatalità persistente e una decelerazione dei flussi migratori che riducono la capacità di compensazione demografica. Nel 2024 l’INPS intercetta in Emilia-Romagna 1,2 milioni di beneficiari di trattamenti pensionistici con un reddito pensionistico medio lordo annuo pari a 24.447 euro.
Per la provincia di Rimini i dati contenuti nell’Osservatorio confermano criticità già note, ma ora misurate con maggiore dettaglio. In particolare:
· il numero di pensionati nella provincia registra la crescita più elevata tra le province regionali nel periodo 2020-2024 (+5,4%).
· la quota di beneficiari con reddito pensionistico sotto i 1.000 euro lordi mensili è più alta che altrove: il 28,7% dei pensionati riminesi rientra in questa fascia.
· si osserva una maggiore incidenza delle pensioni assistenziali, segnale della presenza di redditi da lavoro più deboli e di forme contrattuali non stabili, che non permettono una pensione previdenziale.
Il rapporto sottolinea inoltre che, a livello regionale, «il 19,8% dei beneficiari di pensione sta sotto i 1.000 euro lordi mensili con quote più alte a Rimini (28,7%)». Questo dato, unito alla rilevata crescita delle pensioni riferite alla gestione dei lavoratori autonomi e parasubordinati (in aumento soprattutto a Rimini), descrive una realtà in cui la fragilità reddituale è collegata a percorsi lavorativi caratterizzati da stagionalità, precarietà e lavoro autonomo a basso reddito. L’Osservatorio evidenzia ancora una volta come il differenziale retributivo di genere, diffuso in tutti i settori, si rifletta anche sui trattamenti pensionistici che risultano mediamente più bassi del 30% per le donne.
Dal punto di vista delle dinamiche di flusso, le pensioni liquidate nel 2024 in Emilia-Romagna mostrano un aumento delle pensioni di vecchiaia e una diminuzione delle pensioni anticipate: questo quadro ha ricadute anche sul territorio riminese, dove la composizione delle pensioni riflette la struttura settoriale locale (turismo, servizi, lavoro stagionale).
CGIL Rimini e Sindacato pensionati SPI richiamano perciò l’attenzione, in particolare da parte del Governo, su alcune priorità emerse dallo studio.
Sul tema della precarietà dilagante e delle sue conseguenze, Francesca Lilla Parco Segretaria generale CGIL Rimini sostiene che: “vanno rafforzate ad ogni livello le tutele per chi ha carriere frammentate e stagionali (si veda il caso dell’assenza di una specifica indennità di disoccupazione stagionale per la filiera del turismo), per aumentare redditi da lavoro e pensionistici”.
Secondo Roberto Battaglia, Segretario generale SPI CGIL Rimini: “è necessario garantire misure di contrasto alla povertà pensionistica, con interventi mirati per chi percepisce pensioni sotto soglie minime, serve intervenire sul fronte della rivalutazione delle pensioni per recuperare potere d’acquisto, in particolare per le fasce più basse, anche attraverso la restituzione delle tasse pagate in più (Fiscal drag). Su questi temi il Governo è sordo alle richieste del sindacato e mancano misure realmente incisive. Vanno poi potenziati servizi territoriali per la non autosufficienza, tenendo conto dell’aumento del numero delle persone anziane over 65 che vivono sole, che nel solo capoluogo sono – in questa fascia di età – ben 11.240 (di cui 7.737 donne).
Di fronte a questo scenario assumono ancora maggior valore le due proposte di Legge di iniziativa popolare su appalti e sanità: la prima per garantire condizioni migliori di lavoro e la seconda per sostenere politiche sociali e sanitarie universali e pubbliche. CGIL e SPI Rimini organizzeranno nei prossimi mesi iniziative di informazione e tavoli per la raccolta firme in tutta la provincia per sostenere le due proposte di Legge.
23.6°