Rimini, turni compatibili per la mamma con figlio disabile: il Tribunale le dà ragione
La donna, dipendente di un supermercato, aveva fatto ricorso dopo che l'azienda le aveva tolto il turno del mattino necessario per assistere il figlio disabile minorenne
Una 42enne dipendente di un supermercato riminese, addetta al reparto ortofrutta, ha vinto il ricorso presentato contro l'azienda per cui lavora dopo che le era stato cambiato il turno, rendendole difficile assistere il figlio minorenne disabile. Lo ha stabilito il giudice del Lavoro del tribunale di Rimini, Lucio Ardigò, riconoscendo alla donna "pieno diritto a turni compatibili con la sua condizione di caregiver".
Fino a febbraio la donna aveva sempre lavorato al mattino, dalle 5 alle 11, un orario che le permetteva di essere a casa quando il figlio rientrava da scuola. Quattro mesi fa, però, l'azienda le aveva imposto il turno pomeridiano, proponendole in alternativa di trasferirsi in un altro punto vendita a circa trenta chilometri da Rimini. Di fronte al rifiuto della donna e all'insistenza dell'azienda, la lavoratrice si è rivolta alla consigliera di parità di Rimini, Adriana Ventura, tentando senza successo una conciliazione prima di arrivare in tribunale.
Il giudice ha accolto il ricorso: la donna potrà tornare al turno del mattino. Della vicenda ha riferito per primo il Resto del Carlino.
"La decisione rappresenta un significativo avanzamento nella promozione dell'uguaglianza sostanziale, poiché riconosce che la protezione della persona con disabilità non può prescindere dalla tutela di chi quotidianamente se ne prende cura", ha commentato il coordinamento nazionale docenti della disciplina diritti umani, secondo cui i principi affermati dal Tribunale "meritano un'attenta riflessione anche nel sistema scolastico".
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