San Clemente, il nuovo Pug disegna il futuro: stop al consumo di suolo e via alla rigenerazione urbana

Presentato in piazza Mazzini il Piano Urbanistico Generale che sostituisce il vecchio Piano Regolatore dopo 27 anni

17 luglio 2026 11:38
San Clemente, il nuovo Pug disegna il futuro: stop al consumo di suolo e via alla rigenerazione urbana -
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San Clemente torna a disegnare il proprio futuro grazie a una visione di lungo periodo che “rompe” con i modelli espansivi del passato. Durante una partecipata assemblea pubblica svoltasi in piazza Mazzini, l’Amministrazione comunale, guidata dalla Sindaca Mirna Cecchini, ha presentato, attraverso una dettagliata relazione svolta dall’assessore ai Lavori Pubblici, Christian D’Andrea, la proposta del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). Lo strumento, coordinato dal responsabile dell’Urbanistica, ingegner Giuseppe Lopardo, e dall’architetto Paolo Spada, giunge dopo oltre ventisette anni dall'ultimo Piano Regolatore e introduce una profonda svolta culturale: stop al consumo indiscriminato di suolo e priorità assoluta a rigenerazione, riuso ed equità sociale. Il Piano poggia su tre pilastri interconnessi — sostenibilità ambientale, economica e sociale — declinati in sei direttrici volte a rendere la comunità più resiliente e inclusiva.

Raddoppio delle superfici verdi, lotta alle isole di calore

Il PUG affronta la carenza storica di sistemi verdi puntando quasi a raddoppiare le superfici ad alta naturalità, che saliranno dal 5% (circa 100 ettari) a quasi il 10% del territorio (circa 200 ettari). Sono previsti corridoi ecologici raccordati al fiume Conca e interventi di desigillazione urbana contro le isole di calore (cioè togliere impermeabilizzazione dove oggi il suolo è inutilmente coperto, restituendo permeabilità e qualità climatica agli spazi).

Recupero del patrimonio edilizio e dei nuclei storici di Castellane, Agello e Capoluogo

Il censimento comunale abbatte i vincoli di restauro nel territorio rurale da 140 a circa 40 edifici significativi, sbloccando e incentivando il recupero del restante patrimonio edilizio non storico onde evitarne il degrado. Previsto altresì un nuovo Piano di Recupero finalizzato ai nuclei storici di Castelleale, Agello e Capoluogo.

Incentivi agli agricoltori e valorizzazione del centro storico

Il PUG stimola il terziario, il commercio e il turismo per affiancare i settori agricolo e manifatturiero. Per le attività produttive, il Piano riconosce i quattro poli principali: Ceramica del Conca, Casarola, Ghigi, Area produttiva di Sant'Andrea in Casale. Per questi ambiti l’obiettivo è il completamento e la qualificazione, evitando conflitti inutili con il tessuto urbano. Agli agricoltori vengono concessi incentivi per la multifunzionalità legati a impegni di tutela ecologica, mentre nel turismo si punta a valorizzare il centro storico come ambito più completo. Il Piano lo immagina quale possibile fulcro di un sistema ampio e virtuoso: albergo diffuso, bike hotel, RTA, recupero di immobili pubblici e semi-pubblici, valorizzazione di Torre, biblioteca, canonica e altri spazi.

No alla dispersione in campagna, più edilizia sociale

A fronte di un fabbisogno stimato di circa 890 nuove abitazioni al 2035 (dovuto al mutamento dei nuclei familiari), il Piano vieta la dispersione in campagna e promuove il recupero interno e l'edilizia sociale in modo da innalzare la quota di alloggi pubblici, storicamente ferma allo 0,7% contro una media regionale del 2,4%. Per avvicinarsi a una condizione più equilibrata servono almeno 60 nuovi alloggi pubblici o assimilabili.

Aumento dei servizi di comunità

Il Piano incrementa le aree pubbliche e di servizio fruibili dagli attuali 14,5 ettari a ben 19,40 ettari complessivi dedicati a circa 6.000 residenti potenziali. Spiccano l'ampliamento degli spazi scolastici, la nascita di una piazza-parco a Sant’Andrea in Casale e la “riserva strategica” di Fornace per i servizi sovracomunali: qui la scuola di vallata, spazi sportivi, ludoteche, makerspace, laboratori creativi, spazi inclusivi, attrezzature per giovani e famiglie. Un’area di circa 7 ettari pensata non come colata di cemento, ma come polo educativo, ricreativo e verde, con due terzi di suolo libero e rinaturalizzato.

Mobilità: eliminazione criticità SP35 e rete ciclabile

Il nuovo disegno della mobilità punta a decongestionare la frazione di Sant’Andrea in Casale dirottando il traffico pesante di via Tavoleto sulla gronda dell'APEA, eliminando lo storico nodo critico tra SP35 e SP35 bis e realizzando una rete ciclabile di circa 30 chilometri connessa al Parco fluviale del Conca. Una volta liberata via Tavoleto dal traffico di attraversamento, la stessa può diventare il fulcro di una riqualificazione urbana: carreggiate più ordinate, spazi pedonali, alberature, pavimentazioni più riflettenti, parcheggi riorganizzati, microclima migliore.

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