Sanità territoriale, Rimini potenzia l’oncoematologia diffusa: più servizi fuori dall’ospedale

Cresce il progetto con Ausl Romagna

A cura di Redazione Redazione
04 giugno 2026 14:21
Sanità territoriale, Rimini potenzia l’oncoematologia diffusa: più servizi fuori dall’ospedale -
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Si rafforza e si amplia il progetto “Oncoematologia di prossimità”, sviluppato dall’AUSL Romagna nell’ambito territoriale di Rimini e nato per rispondere ai cambiamenti che stanno interessando l’assistenza ai pazienti oncologici e oncoematologici. Obiettivo principale di questo nuovo modello, introdotto in via sperimentale nel 2023, è quello di evitare che i pazienti debbano recarsi necessariamente in ospedale per le prestazioni di cura più semplici e periodiche, ‘trasferendole’ in parte nei presidi sanitari territoriali. Un modo quindi per avvicinare i percorsi di cura ai luoghi di vita dei pazienti, garantendo allo stesso tempo continuità assistenziale tra ospedale e territorio e maggiore personalizzazione dei percorsi di assistenza sanitaria.

Fino al 2023 tutte le attività dedicate ai pazienti oncoematologici erano concentrate nelle strutture ospedaliere. Grazie alla collaborazione tra i servizi di Cure Primarie, il Dipartimento Infermieristico e Tecnico, l’Oncologia, l’Ematologia e la Farmacia Ospedaliera, nel biennio 2023-2025 è stato avviato un percorso di sperimentazione che ha consentito di delocalizzare sul territorio alcune prestazioni selezionate (distribuzione e la somministrazione di farmaci non oncologici, medicazione e gestione accessi vascolari e l’esecuzione di prelievi ematici nei punti dedicati).

Oggi questo progetto si appresta a svilupparsi, con un piano per i prossimi mesi che punta ad implementare le attività territoriali, con l’obiettivo di raggiungere un numero maggiore di pazienti. L’iniziativa è stata presentata ieri 3 giugno al Comitato di Distretto di Rimini e si inserisce in un più ampio progetto provinciale. Il programma prevede che le attività a bassa o media complessità, caratterizzate da un ridotto rischio clinico e da un limitato impiego di tecnologia e risorse, possano essere svolte sia nelle Case della Comunità e in altre strutture territoriali come ambulatori infermieristici e Day Hospital oncologici. A questo si aggiunge la rete dei punti prelievo dedicati ai pazienti oncologici e oncoematologici, per facilitare il monitoraggio clinico senza obbligare il paziente a raggiungere ogni volta il centro ospedaliero di riferimento.

L’implementazione del progetto ‘Oncoematologia di prossimità’ rappresenta un tassello di quel percorso di ampia scala che mira ad una sanità che si sta evolvendo verso un modello sempre più di capillarità territoriale – sottolinea il presidente del Comitato di Distretto di Rimini Kristian Gianfreda – sono tante le esperienze che vanno in questa direzione, frutto di un approccio che mette insieme enti locali, azienda sanitaria, professionisti, terzo settore, seguendo un percorso che vuole radicare nei quartieri strutture e servizi con il fine di migliorare il servizio di assistenza e di cura per tutti”.

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