Sicurezza, è scontro a Rimini: Gnassi attacca il Governo, maggioranza difende l’operato
"Mancano 30mila agenti", ma per FdI è un bilancio da record
La sicurezza infiamma il dibattito politico. Il deputato Pd Andrea Gnassi accusa il Governo Meloni di «scaricare sui sindaci le proprie responsabilità», denunciando un bilancio «fallimentare» dopo quattro anni: carenza di organici nelle forze dell’ordine, assunzioni insufficienti a coprire il turnover, stipendi erosi dall’inflazione e reati in crescita. Secondo Gnassi, mancano oltre 13mila agenti nella sola Polizia di Stato e circa 30mila complessivi, mentre i reati sarebbero aumentati di oltre il 6%.
Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad chiede rinforzi di Polizia «prima di Pasqua e non dopo la Notte Rosa» e sollecita il cambio di categoria della Questura, condizione necessaria per ottenere organici strutturali. Critica inoltre il calo dei rinforzi estivi e l’esclusione della Polizia Locale da tutele previdenziali e normative.
Replica Fratelli d’Italia con la senatrice Domenica Spinelli, che rivendica «assunzioni record» nel triennio 2022-2025 e invita il Comune a fare la propria parte, ricordando i poteri dei sindaci in materia di sicurezza urbana e ordinanze. Spinelli richiama anche il tema dell’immigrazione irregolare e definisce Rimini tra le città più esposte sul fronte sicurezza.
Nel dibattito interviene anche il vicepresidente del Consiglio comunale Nicola Marcello, che chiede più presidi, il potenziamento della Polizia Locale con dotazioni adeguate e una risposta più dura contro baby gang e reati con armi bianche.
La sicurezza urbana resta così uno dei principali terreni di scontro politico, tra accuse incrociate e richieste di interventi concreti sul territorio.
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