Spiagge, Mare Libero: "Basta con i maxi stabilimenti"

L'associazione attacca la gestione delle concessioni a Rimini e chiede attenzione sulle future gare: "La spiaggia è un bene di tutti"

A cura di Redazione Redazione
05 settembre 2026 10:06
Spiagge, Mare Libero: "Basta con i maxi stabilimenti" - Foto di archivio
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A Rimini torna a farsi sentire la voce di Mare Libero sulla gestione delle spiagge e sulle prossime gare per le concessioni balneari. L'associazione, attraverso Roberto Biagini, contesta il rischio di maxi accorpamenti degli stabilimenti e chiede che le procedure pubbliche vengano seguite con particolare attenzione. Nel mirino finiscono anche le pressioni degli operatori e le scelte delle amministrazioni locali.

Il punto di partenza della presa di posizione è lo scontro tra le diverse categorie che ruotano attorno al turismo balneare. Mare Libero interpreta le recenti dichiarazioni di Federalberghi come il segnale di un conflitto soprattutto legato agli interessi privati. L'associazione sostiene che la preoccupazione per la nascita di grandi stabilimenti e per la perdita del proprio "bagnino di fiducia" non coincida con la tutela dell'interesse collettivo.

Per Biagini, la questione centrale resta però la natura stessa delle spiagge. "La spiaggia è per sua natura un bene funzionale", sostiene Mare Libero, richiamando la necessità che l'arenile resti destinato all'uso pubblico e al libero godimento della collettività. L'associazione accusa invece le amministrazioni di favorire una trasformazione delle spiagge in strumenti di profitto nelle mani di pochi operatori.

Ed è proprio sui maxi accorpamenti che si concentra una parte dell'attacco. Mare Libero denuncia forti pressioni per ottenere una variante che consenta di riunire più concessioni, citando in particolare la situazione di Rivazzurra. Secondo l'associazione, il rischio è quello di creare concentrazioni sempre più grandi e di trasformare ampi tratti di arenile in una sorta di "villaggio privato".

Da qui l'appello rivolto ai riminesi. L'associazione teme che una progressiva aggregazione delle concessioni possa ridurre ulteriormente gli spazi realmente accessibili a tutti. "Le spiagge libere rimarranno briciole risibili", sostiene Biagini, evocando il rischio di recinzioni e altri sistemi che, secondo Mare Libero, potrebbero limitare l'accesso all'arenile.

Nel documento c'è poi un richiamo alla magistratura e alla Procura della Repubblica. Mare Libero chiede che venga prestata attenzione alle procedure di evidenza pubblica, sia quelle già in corso sia quelle future, per evitare, secondo l'associazione, eventuali favoritismi, turbative o irregolarità.

A sostegno della propria posizione, Mare Libero richiama anche la sentenza del Consiglio di Stato numero 6539 del 18 agosto 2026. Secondo l'associazione, il provvedimento ribadisce che non sono ammesse proroghe automatiche delle concessioni e che le gare dovranno essere concluse entro il 30 settembre 2027.

Il documento affronta anche il tema degli indennizzi. Per Mare Libero, la mancanza dei decreti ministeriali per stabilirne il calcolo non può bloccare i bandi: i Comuni, secondo l'associazione, possono procedere utilizzando strumenti come perizie asseverate o clausole con riserva.

C'è poi un passaggio specifico sulle strutture presenti sull'arenile riminese. Dove è previsto lo sgombero al termine della concessione, i concessionari uscenti che provvedono a rimuovere i propri manufatti, sostiene Mare Libero, non avrebbero diritto a un indennizzo a carico dei nuovi concessionari.

Infine l'associazione mette in guardia anche i dirigenti comunali. Secondo Mare Libero, eventuali ritardi nelle gare o il rilascio di autorizzazioni temporanee illegittime potrebbero comportare responsabilità personali davanti alla Corte dei Conti, anche per il mancato introito di canoni adeguati.

La partita delle concessioni balneari entra così in una fase che Mare Libero chiede di seguire con attenzione, mentre sullo sfondo resta la domanda su come verranno organizzati gli stabilimenti e quanto spazio resterà realmente accessibile a tutti.

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