Teatro e danza, l’ex Astoria di Rimini cambia pelle per due sere

Il 29 e 30 agosto quattro spettacoli e un’installazione per Le Città Visibili, tra teatro contemporaneo, danza e memoria della miniera

A cura di Redazione Redazione
28 agosto 2026 11:40
Teatro e danza, l’ex Astoria di Rimini cambia pelle per due sere - Elvio Maccheroni
Elvio Maccheroni
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Per due sere l’ex Cinema Astoria cambia pelle. Domani e domenica lo spazio di Rimini ospiterà quattro spettacoli e un’installazione nell’ambito de Le Città Visibili, con artisti riminesi e riccionesi insieme a Teatro Sotterraneo.

Si parte sabato alle 18.30 con "Bottleneck" del Collettivo Il Nido, compagnia diretta dal riminese Enrico Battarra. Lo spettacolo itinerante prende avvio proprio dall’ex Cinema Astoria e mette al centro un uomo rinchiuso all’interno di una serra, trasformata in una sorta di gabbia e spazio sospeso.

Alle 21 sarà invece il pubblico a diventare protagonista con "DJ SHOW" di Teatro Sotterraneo. L’ex cinema si trasformerà in una dance room dove gli spettatori saranno invitati a ballare. La musica, con brani di epoche e generi diversi, sarà alternata ad azioni, testi brevi e immagini, in uno spettacolo che unisce le dinamiche del dj set a quelle del teatro.

Domenica il programma riparte alle 18.30 e alle 19.30 con "A Walk in an Empty Space", nuovo lavoro della danzatrice riminese Gaia Stacchini. Al centro c’è il corpo, che appare e scompare attraversando spazi e traiettorie, diventando una soglia tra ciò che è visibile e ciò che normalmente sfugge allo sguardo.

Alle 21 toccherà invece alla compagnia riccionese La Gattuta/Rinaldi con "Sulphur", spettacolo dedicato alla storia della miniera di zolfo di Perticara. Il racconto parte dalle fotografie di Mario Rinaldi, nonno dell’autore, e dal lavoro dell’unico fotografo della miniera, riportando alla luce una realtà ormai lontana.

"Sulphur" sarà accompagnato anche da un’installazione visitabile all’ex Cinema Astoria dal 29 agosto al 10 settembre. "Sulphur × Lo Zolfo Profumato", realizzata da Chiara Medici e Filomena Galvani, rilegge la memoria della miniera attraverso fotografia, territorio e pratiche partecipative.

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