Università di Rimini: 370 studenti iraniani isolati dal mondo. "Impossibile chiamare casa"
Niente soldi e comunicazioni interrotte
Sono circa 370 gli studenti iraniani iscritti all’Università di Bologna nella sede di Rimini, su oltre 500 presenti nei campus romagnoli. In questi giorni vivono ore di forte preoccupazione per la crisi in Iran: repressione, blackout delle comunicazioni e tensioni internazionali rendono quasi impossibile avere notizie dai familiari rimasti nel Paese.
Alla paura per la sicurezza dei propri cari si aggiungono problemi economici concreti: molti studenti non riescono a ricevere denaro dall’Iran per pagare affitti, tasse universitarie e spese quotidiane. «Senza Internet e con i blocchi bancari è tutto fermo», raccontano alla stampa locale, chiedendo l’anonimato per evitare ritorsioni.
Non mancano le difficoltà burocratiche e linguistiche, ma Rimini e la Romagna restano un punto di riferimento umano. «Qui abbiamo trovato accoglienza e solidarietà», spiegano. Il sogno, condiviso da molti, resta quello di tornare un giorno in un Iran libero. Nel frattempo Rimini rappresenta una tappa fondamentale per studiare, lavorare e costruire una speranza di futuro.
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