Vendemmia sempre più in anticipo: a Rimini l'uva è già in cantina

Al Podere dell’Angelo la raccolta è terminata ad agosto. "Vent’anni fa iniziavamo a metà settembre". Il caldo cambia tempi e lavoro in vigna

A cura di Redazione Redazione
21 settembre 2026 08:51
Vendemmia sempre più in anticipo: a Rimini l'uva è già in cantina - Foto di archivio
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Settembre è appena iniziato, ma sulle colline riminesi la vendemmia è già un ricordo. Al Podere dell’Angelo di Vergiano, i grappoli sono stati raccolti ad agosto, quando l’estate era ancora nel pieno. Un anticipo che racconta bene quanto il calendario della viticoltura sia cambiato negli ultimi anni: "Vent’anni fa si cominciava proprio dalla seconda metà di settembre", ricorda Milena Falcioni, titolare dell’azienda agricola a conduzione familiare, 15 ettari di vigneto coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica.

Quest’anno il caldo ha spinto ancora più avanti le lancette della vite. La raccolta, spiega Falcioni, si è conclusa quando normalmente ci si sarebbe appena preparati a iniziarla. E insieme alle date sono cambiate anche le persone e le modalità di lavoro. Un tempo la vendemmia aveva un carattere quasi rituale e collettivo, con la fattoria didattica del Podere che accoglieva anche i bambini. Quest’anno, invece, tra i filari sono arrivati il bagnino Gabriele Pagliarani e alcuni ragazzi del Tiki, impegnati nella raccolta dell’uva destinata al vino che sarà poi servito nella prossima stagione. A dettare i tempi è soprattutto il clima. "Quest’anno abbiamo avuto un caldo davvero asfissiante", racconta Giacomo Bianchi, figlio di Milena e giovane enologo del Podere. La resa delle viti è diminuita e la maturazione degli acini è risultata meno uniforme. Una situazione che rende ancora più importante la selezione delle uve e impone di intervenire rapidamente: anche pochi giorni possono fare la differenza sul risultato finale.

Il problema non riguarda soltanto la data in cui iniziare a raccogliere. Temperature elevate e stress idrico possono modificare l’equilibrio tra zuccheri, acidità e aromi. E lavorare nei vigneti quando il termometro sfiora i 40 gradi significa cambiare completamente organizzazione. "Abbiamo dovuto lavorare soprattutto nelle prime ore del mattino e, in alcuni momenti, anche di notte", spiega Bianchi. Anche le uve devono essere raffreddate prima della lavorazione, mentre la vinificazione diventa più delicata. La prima fotografia dell’annata, però, non è negativa. Le quantità sono state più contenute, ma le indicazioni qualitative raccolte in cantina sono incoraggianti. "Dalle prime analisi e dagli assaggi siamo soddisfatti", dice Bianchi. In particolare, la Rebola del Podere dell’Angelo promette bene. Si chiama Giulietta, in omaggio alla figlia Giulia e a Giulietta Masina, mentre tra le produzioni dell’azienda c’è anche il Landi, ottenuto dalla parte più calcarea del vigneto di Grechetto Gentile e affinato per nove mesi in legno grande.

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