Visita di Ferragosto in carcere: 166 detenuti per 118 posti
La visita del Partito Radicale fotografa un istituto sovraffollato. Criticità anche nelle sezioni, ma a settembre sono attesi lavori di ristrutturazione
Sono 166 i detenuti presenti nella Casa circondariale di Rimini, a fronte di una capienza regolamentare di 118 posti e di una capienza tollerata indicata in 165 persone. È uno dei dati emersi dalla visita effettuata il giorno di Ferragosto dalla delegazione del Partito Radicale nell'ambito dell'iniziativa "Ferragosto in carcere", insieme al Garante regionale delle persone private della libertà Roberto Cavalieri.
Alla visita hanno partecipato Ivan Innocenti del Consiglio generale del Partito Radicale, Andrea Pari, consigliere comunale di Rimini, e Pierfrancesco Bruno, presidente dell'associazione Nessuno è Cattivo per Sempre. Nei giorni precedenti, secondo quanto riferito durante la visita, i detenuti erano arrivati a superare quota 180. Il sovraffollamento resta quindi uno dei principali problemi dell'istituto riminese. Tra le persone detenute, 86 sono tossicodipendenti e necessitano, secondo i promotori della visita, di percorsi sanitari e sociali. Sono invece 38 le persone in attesa di giudizio definitivo.
Un altro tema riguarda il lavoro. Sono complessivamente 25 i detenuti semiliberi e quelli che lavorano all'esterno ai sensi dell'articolo 21. Quattordici semiliberi vivono in un edificio esterno ma confinante con il carcere, dove vengono indicati 20 posti occupati a fronte di 11 posti regolamentari. La struttura, riferisce la delegazione, presenta problemi di manutenzione, muffa e sovraffollamento.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sezione Andromeda, a custodia attenuata, dove si trovano persone con dipendenze destinate a proseguire il percorso in comunità. Gli 11 detenuti presenti svolgono circa tre ore al giorno di lavoro di assemblaggio per Scrigno, attraverso un accordo con l'associazione Papa Giovanni XXIII.
Durante la visita sono state raccolte anche diverse lamentele suii beni acquistati dai detenuti attraverso il servizio gestito da aziende esterne. Vengono segnalati ritardi nelle consegne, problemi nella fornitura dell'acqua in bottiglia e una qualità giudicata scadente dei prodotti freschi. Alcuni detenuti hanno inoltre riferito di avere poco supporto psichiatrico.
Restano critiche le condizioni della prima sezione, dove, secondo quanto riferito dalla delegazione, ci sono celle senza docce e acqua calda, una struttura ammalorata e docce comuni in parte non funzionanti. Proprio questa parte del carcere dovrebbe essere interessata dai lavori di ristrutturazione annunciati per settembre, insieme alla sesta sezione, chiusa da anni.
Nel mese di luglio una delegazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria avrebbe effettuato un sopralluogo, definendo anche le modalità per ricollocare i detenuti durante i lavori. L'intervento dovrebbe durare almeno un anno e riguarderà anche la realizzazione di nuovi spazi destinati al lavoro interno.
Durante la visita il Garante regionale ha inoltre incontrato una decina di detenuti, raccogliendo direttamente segnalazioni e richieste. La delegazione ha infine sollecitato la presentazione della relazione del Garante comunale al Consiglio comunale di Rimini, attesa da maggio.
Il quadro restituito dalla visita è quindi quello di un carcere alle prese con il sovraffollamento e con strutture che attendono da anni interventi. Allo stesso tempo, il clima all'interno dell'istituto viene descritto come sostanzialmente disteso. La delegazione riconosce infine il ruolo della Polizia penitenziaria, sottolineandone la capacità di mantenere attenzione e umanità anche in una situazione complessa.
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