Wagner senza voce: al Galli arriva "Il Ring senza parole"
La Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Robert Treviño porta alla Sagra Musicale Malatestiana la monumentale tetralogia in versione orchestrale
La musica di Richard Wagner arriva al Teatro Galli senza cantanti, ma con tutta la potenza dell'orchestra. Giovedì 24 settembre, alle 21, la Filarmonica Arturo Toscanini sarà protagonista della stagione dei concerti sinfonici della Sagra Musicale Malatestiana, con Robert Treviño sul podio. Al centro della serata ci sarà "Il Ring senza parole", la versione orchestrale realizzata da Lorin Maazel nel 1987 a partire da "Der Ring des Nibelungen", il monumentale ciclo wagneriano.
Quattro opere, circa quindici ore di musica e una storia costruita attraverso miti, simboli e una fitta rete di leitmotiv. Maazel ha trasformato il Ring in un lungo racconto affidato esclusivamente agli strumenti, mantenendo la sequenza originale dei passaggi e senza intervenire sulla struttura della composizione. Le parti vocali vengono lasciate all'orchestra soltanto quando risultano indispensabili alla costruzione musicale. Il risultato è una suite di circa 75 minuti che attraversa l'intera tetralogia, da "L'Oro del Reno" alla "Valchiria", passando per "Sigfrido" fino al "Crepuscolo degli Dei". Privato della componente scenica e delle voci, il Ring si concentra così sulla scrittura orchestrale di Wagner, lasciando emergere temi e motivi ricorrenti che accompagnano lo sviluppo della vicenda.
A guidare la Filarmonica Arturo Toscanini sarà Robert Treviño, direttore americano che ha lavorato con importanti orchestre internazionali. Tra le compagini con cui ha collaborato figurano London Symphony Orchestra, London Philharmonic, Münchner Philharmoniker, Gewandhausorchester Leipzig, Wiener Symphoniker, Orchestre de Paris e Filarmonica della Scala. Il suo rapporto con l'Italia comprende anche l'incarico di principal guest conductor dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Il concerto porta con sé anche un legame particolare con Arturo Toscanini, al quale è intitolata l'orchestra protagonista della serata. È una storia che passa proprio da Lorin Maazel: nel 1941, quando era ancora un bambino prodigio, il giovane direttore ebbe l'occasione di dirigere, su invito di Toscanini, la National Broadcasting Corporation Symphony Orchestra. Al termine dell'esibizione, il grande maestro gli rivolse un augurio destinato a restare nella biografia di Maazel: "God bless you".
14.6°