Welfare territoriale: oltre 700mila euro per tutela minori e salute mentale in Valmarecchia
Assistenza domiciliare, Neuropsichiatria e progetti educativi per affrontare fragilità complesse
C’è un esercito silenzioso di 8.078 minori che vive oggi nella Valmarecchia e rappresenta il 14,64% dell’intera comunità. Un dato che racconta un territorio giovane, con punte di densità giovanile a Poggio Torriana (15,87%), Verucchio (15,62%) e Santarcangelo (15,12%). Ma questi numeri non rappresentano solo una fotografia demografica: sono la base su cui l’Unione dei Comuni della Valmarecchia continua a costruire politiche pubbliche per il futuro, rafforzando un sistema di servizi che guarda ai minori e alle famiglie come asse strategico della coesione sociale.
I dati dell’ultimo rilevamento disponibile, effettuato nel 2024, certificano un lavoro già in atto, strutturato e diffuso, che non si esaurisce nella rendicontazione, ma orienta le scelte che guideranno i prossimi anni. Un welfare territoriale che evolve insieme ai bisogni e che investe in prevenzione, accompagnamento e prossimità.
Dai “Neet” alla partecipazione: intercettare, accompagnare, attivare
Uno degli ambiti su cui l’Unione continuerà a concentrare attenzione e risorse riguarda i cosiddetti “invisibili”: i Neet, giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi. Attraverso il progetto strategico “CoNEETiamoci”, i servizi sociali hanno già sviluppato un modello di intervento capace di intercettare questi ragazzi là dove il disagio rischia di diventare isolamento permanente.
Nel percorso avviato, 277 giovani sono stati “mappati” e ascoltati; per 77 l’aggancio è stato immediato e 49 hanno intrapreso percorsi di orientamento personalizzati. Un lavoro che ha prodotto risultati concreti: 28 ragazzi sono stati ufficialmente “riattivati” attraverso contratti di lavoro, tirocini, progetti di servizio civile o rientri formativi.
Un’esperienza che rappresenta oggi una base solida su cui continuare a costruire. Lo sportello “Sognare cose grandi”, che nel 2024 ha erogato 106 consulenze orientative, resta uno snodo fondamentale di questo percorso, anche per il coinvolgimento attivo delle famiglie, considerate parte integrante del processo di accompagnamento e cambiamento.
Fragilità e salute mentale: un impegno strutturale che continua
I dati del 2024 confermano come il tema delle fragilità più complesse sia destinato a rimanere centrale nell’azione dell’Unione. Il servizio di tutela minori ha gestito 348 situazioni critiche, operando in stretto coordinamento con la magistratura e le forze dell’ordine. Un lavoro che richiede continuità, competenze specialistiche e investimenti importanti, come dimostra l’impegno economico superiore ai 700.000 euro destinati agli interventi di protezione e supporto.
Particolarmente rilevante è il dato relativo alla salute mentale: oltre il 36% dei minori seguiti presenta fragilità di tipo psicologico. La collaborazione costante con la Neuropsichiatria infantile, che segue 186 minori sul territorio, restituisce il quadro di una generazione che affronta disturbi complessi: 54 casi di Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), 38 legati allo spettro autistico e una crescita delle situazioni di ansia e disregolazione emotiva.
È su questi numeri che l’Unione continua a costruire un’alleanza terapeutica stabile, rafforzando l’integrazione tra servizi e il sostegno alle famiglie. In questo quadro si inserisce anche l’assistenza domiciliare, che ha già garantito quasi 3.500 ore di supporto diretto a 48 minori e che rappresenta uno degli strumenti chiave per mantenere la presa in carico nel tempo.
Il Centro per le famiglie: un presidio che accompagna le trasformazioni
I dati confermano come il Centro per le famiglie sia destinato a restare un punto di riferimento stabile per il territorio. Nel 2024 ha accompagnato 179 nuclei familiari, con quasi 400 colloqui di consulenza educativa. Un lavoro che intercetta soprattutto le fasi più delicate della crescita, con l’adolescenza che rappresenta il 39% delle richieste di aiuto.
Accanto alla consulenza educativa, la mediazione familiare continua a svolgere un ruolo fondamentale nei percorsi di separazione e riorganizzazione familiare, offrendo strumenti per preservare il legame genitoriale e tutelare il benessere dei figli. Un investimento che guarda al lungo periodo, così come i progetti innovativi di accompagnamento, tra cui “Mappe, bussole e lanterne”, che ha già coinvolto oltre 200 persone tra ragazzi e genitori in percorsi di sviluppo delle competenze e riscoperta delle risorse personali attraverso il contatto con la natura.
Scuola e territorio: portare i servizi dove vivono i ragazzi
La strategia dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia continua a puntare sulla prossimità. I servizi non attendono che il bisogno emerga in forma di urgenza, ma si radicano nei luoghi quotidiani della vita dei giovani.
Gli sportelli d’ascolto nelle scuole rappresentano uno degli strumenti più efficaci di questo approccio: negli istituti Franchini, Ponte sul Marecchia e Molari, 190 studenti hanno già usufruito di 296 colloqui, per oltre 350 ore di ascolto. Un segnale chiaro di quanto la domanda di supporto psicologico e relazionale sia strutturale e destinata a crescere.
Accanto alla scuola, l’educativa di strada e i centri di aggregazione continuano a presidiare parchi, piazze e spazi informali, intercettando i ragazzi nei loro luoghi di ritrovo e trasformando lo spazio pubblico in occasione educativa. Un lavoro che si affianca al sostegno scolastico e al servizio di “Aiuto compiti”, attivo a Santarcangelo e Verucchio, per garantire che il diritto allo studio resti un pilastro delle politiche territoriali.
Una infrastruttura umana per i Comuni della Valmarecchia
«Il welfare della Valmarecchia non è solo un sistema di servizi, ma una vera e propria infrastruttura umana, fatta di professionalità, relazioni e presenza quotidiana di servizi e persone sul territorio. La struttura complessa dei servizi sociali è un sistema che deve fronteggiare le tante difficoltà quotidiane dei cittadini», osserva Paolo Masini, vicesindaco di Verucchio con delega ai Servizi sociali. «La Valmarecchia è in generale un territorio che offre tante possibilità a chi la abita e i servizi al cittadino sono a un buon livello ma il nostro impegno è quello di essere sempre attivi nella ricerca di miglioramento. Relativamente al sociale i dati ci mostrano che la domanda di aiuto sta cambiando volto e non riguarda più soltanto la povertà economica, ma sempre più spesso fragilità relazionali, disagio psicologico e situazioni complesse di salute mentale derivanti da diverse cause che richiedono percorsi diversi e personalizzati caso per caso. Di fronte a questo scenario - aggiunge il vicesindaco di Verucchio -, il nostro impegno costante è quello di costruire risposte puntuali e continue, che accompagnino i minori nelle fasi più delicate della crescita e sostengano le famiglie nel loro ruolo educativo, tenendo per mano chi può camminare da solo e prendendosi carico dei più fragili per garantire loro un futuro migliore. Allo stesso tempo, investiamo con decisione sui giovani, in particolare su quelli che rischiano di diventare invisibili, creando percorsi concreti di orientamento, formazione e lavoro. È così che intendiamo il welfare: un organismo vivo, che evolve insieme ai bisogni della comunità e che rafforza i legami sociali, contribuendo in modo decisivo alla coesione e al futuro del nostro territorio».
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